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  la successione
 

La successione - Definizione

Per successione si intende il trasferimento di uno o più diritti da un soggetto a un altro. La morte estingue la capacità giuridica della persona e i diritti ad essa inerenti, ossia i diritti personali, ma non i diritti patrimoniali che dovranno essere perciò trasmessi ad altri. Il complesso di norme che regola tale trasferimento si chiama diritto ereditario o successorio.

La capacità giuridica e capacità di agire

La capacita giuridica
La capacità giuridica è l'idoneità del soggetto ad essere titolare di diritti ed obblighi. Essa si acquista al momento della nascita (art. 1 c.c.). Ogni persona fisica quindi possiede tale capacità per il solo fatto di esistere, a prescindere dalla durata della sua esistenza.
Il principio secondo cui con la nascita si acquista la capacità giuridica ha però delle eccezioni. Infatti anche il concepito, ossia l'essere umano di cui si attende la nascita, è titolare di diritti. Il nostro codice civile prevede la possibilità di indicare quest'ultimo in un testamento, quale erede o beneficiario di una donazione. I diritti riconosciuti al concepito sono, però, subordinati all'evento della nascita.
La capacità giuridica non può essere limitata o soppressa (art. 22 della Costituzione).

La capacità di agire
La capacità di agire è l'idoneità del soggetto ad esercitare i diritti ad assumere gli obblighi di cui è titolare. Pertanto, ad esempio, un bambino potrà ricevere in donazione dal nonno un appartamento, divenendo così titolare del diritto di proprietà, ma non potrà esercitare in concreto tale diritto dando ad esempio in affitto il bene. La capacità di agire si acquista con il compimento del 18° anno di età ma, a differenza della capacità giuridica, può subire delle limitazioni a partire dai seguenti fattori:

  • l'età: è privo della capacità giuridica di agire il minorenne, eccetto alcuni casi espressamente previsti dalla legge in cui una pur limitata capacità gli viene riconosciuta. La legge non fissa un termine massimo entro cui esercitare la capacità di agire. L'età avanzata non esclude di per sè l'attitudine a provvedere ai propri interessi;

  • la salute mentale: il legislatore ha previsto, di fronte a determinate circostanze riferite a condizioni di salute mentale limitative della capacità di agire del soggetto, gli istituti dell'inabilitazione e dell'interdizione, che hanno lo scopo di tutelare ogni persona che non sia in grado di curare i propri interessi;

  • la prodigalità: la "tendenza allo sperpero, per incapacità di apprezzare il valore del denaro, per frivolezza, vanità od ostentazione" (Cass. sent. n. 6549/88). Essa è motivo di inabilitazione solo quando determini gravi pregiudizi economici al patrimonio personale e di famiglia;

  • l'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti (quando siano tali da alterare la sfera psichica del soggetto) e le imperfezioni fisiche quali il sordomutismo o la cecità dalla nascita o dalla prima infanzia (quando tali menomazioni non siano state attenuate da un'idonea educazione) sono causa di inabilitazione

La successione universale e particolare

Nell'ambito della successione si distingue tra

- successione a titolo universale in cui il successore, che prende il nome di erede, subentra nella posizione giuridica patrimoniale del defunto;

- successione a titolo particolare, detta legato, in cui si trasferisce uno o più determinati diritti o rapporti attribuiti specificamente al successore, detto legatario, dal testamento o dalla legge.

E’ una differenza importante perché mentre l’erede si sostituisce al defunto in tutti i suoi rapporti, ne acquista i diritti e nel contempo diviene obbligato per i suoi debiti, succede nei giudizi in corso instaurati dal defunto, ne è il "continuatore", il legatario non risponde dei debiti ereditari.

A differenza dell'eredità, inoltre, il legato si acquisisce senza bisogno di accettazione, fatta salva comunque la facoltà di rinunciarvi.

La successione legittima

La successione legittima interviene solo in mancanza di un testamento. In questo caso è la legge che stabilisce le persone a cui va l'eredità, individuandole tra i congiunti più stretti del de cuius secondo un preciso ordine di precedenza, determinato dall'intensità del vincolo di parentela.

Subrentono nel patrimonio ereditario quindi:
- il coniuge
- i figli. In mancanza del coniuge ai figli spetta l'intera eredità che è divisa in quote uguali
- gli ascendenti. In mancanza del coniuge, di figli e dei fratelli o sorelle del defunto, l'intera eredità va agli ascendenti (genitori). In concorso con fratelli e sorelle, gli ascendenti hanno diritto alla metà del patrimonio ereditario e l'altra metà verrà divisa tra i fratelli e le sorelle
- i fratelli e le sorelle, ai quali spetta l'intera eredità solo quando il defunto muore senza lasciare nè coniuge, nè figli, nè ascendenti
- i parenti in linea collaterale dal terzo al sesto grado (es. zii, cugini, figli di cugini) quando mancano le categorie sopra elencate. L'eredità si divide in parti uguali tra i parenti del grado più vicino con esclusione dei parenti di grado ulteriore.

Lo Stato interviene in mancanza di parenti entro il sesto grado ed è "erede necessario" in quanto non può rinunciare all'eredità. Risponde dei debiti ereditari nel limite del valore dei beni acquisiti. Sono esclusi dalla successione legittima gli affini.
Se gli eredi legittimi sono premorti, ossia deceduti al momento di ereditare, interviene l'istituto della rappresentazione: essi sono cioè sostituiti dai loro discendenti diretti.

La successione legittima del coniuge

  • se il defunto non lascia figli, genitori o fratelli, il coniuge eredita l'intero patrimonio
  • se esiste un solo figlio, ciascuno eredita la metà
  • se i figli sono più, il coniuge ha diritto ad un terzo del patrimonio mentre i restanti due terzi vengono divisi in parti uguali tra i figli
  • se esistono solo ascendenti, a questi spetta un terzo mentre i restanti due terzi vanno in eredità al coniuge
  • se esistono ascendenti e fratelli del defunto, il coniuge eredita sempre i due terzi, mentre il restante terzo viene diviso tra gli altri
Infine al coniuge viene riconosciuto per legge il diritto di abitare per tutta la vita la casa coniugale anche se di proprietà di altri eredi e di usare i mobili che l'arredano.
Il coniuge separato a cui è stata addebitata la separazione è escluso dalla successione, ma se a questo venivano corrisposti dal defunto gli alimenti, il diritto all'assegno alimentare sarà a carico dell'eredità.
Il divorzio, sciogliendo il vincolo matrimoniale, annulla ogni diritto successorio dell'ex coniuge.

Chi può ereditare e chi no?

Possono ereditare

- le persone fisiche
- i nascituri concepiti al tempo dell'apertura della successione: si presume tale chi nasce entro i 300 giorni dalla morte della persona della cui eredità si tratta. La partecipazione alla successione è comunque subordinata all'evento della nascita
- le persone giuridiche: possono succedere anche gli enti non riconosciuti, sia che esistano, sia che debbano essere costituiti dalle persone e secondo le modalità indicate dal testatore

Quando il patrimonio del defunto fa capo a più eredi contemporaneamente, si ha la cosiddetta
comunione ereditaria.

La comunione ereditaria

Si ha comunione ereditaria quando il patrimonio del de cuius viene acquisito da più eredi. A differenza della comunione ordinaria, quella ereditaria presenta delle particolari limitazioni imposte dalla legge in caso di vendita da parte di un coerede della propria quota. Egli è obbligato ad interpellare per primi gli altri coeredi e a parità di prezzo a preferirli rispetto agli estranei. Essi godono del cosiddetto "diritto di prelazione": se il coerede non ottempera a tale obbligo - ossia vende la propria porzione di eredità senza notificare la proposta di vendita agli altri coeredi - questi possono riscattare la quota dall'acquirente.
La comunione ereditaria può sciogliersi o a seguito dell'accordo tra i coeredi (divisione contrattuale) o ad opera del giudice (divisione giudiziale).

Persone escluse dalla successione

E' invece escluso dalla successione l'indegno, ossia chi:

- ha ucciso o tentato di uccidere l'ereditando o un suo stretto congiunto
- ha commesso nei confronti di tali persone un delitto punibile con le norme sull'omicidio
- ha denunciato calunniosamente tali persone o testimoniato falsamente contro di esse
- ha forzato con violenza e dolo la volontà testamentaria
- ha distrutto, falsificato, alterato o nascosto il testamento.

L'indegnità non opera automaticamente ma deve essere accertata in un giudizio instaurato da chi vi abbia interesse, ad esempio gli altri congiunti.

Successione necessaria

La legge riserva ai congiunti che formano il nucleo familiare una quota di eredità anche in presenza di una volontà contraria espressa nel testamento dal de cuius.

Tali persone, che la legge indica in maniera tassativa, sono: il coniuge, i figli e, in mancanza di questi ultimi, gli ascendenti. Essi sono detti legittimari o riservatari e tale successione è detta necessaria.

L'apertura della successione avviene a seguito della morte e nell'ultimo domicilio del defunto, ossia nel luogo dove ultimamente aveva la sede principale dei suoi affari ed interessi. Questo riferimento serve per stabilire quale sia il giudice territorialmente competente a decidere degli eventuali procedimenti successori o delle cause ereditarie.

Successivamente all'apertura della successione, si ha la delazione o vocazione ereditaria: essa consiste nell'offerta dell'eredità a persone che, se vogliono, possono accettarla. Il destinatario di tale offerta è detto "chiamato all'eredità".

Dall'apertura all'accettazione

Il codice prevede due forme di delazione:
- per testamento quando il defunto ha disposto dei suoi beni tramite testamento (successione testamentaria)
- per legge quando invece il defunto non ha lasciato disposizioni testamentarie (successione legittima).

L'accettazione trasforma il chiamato all'eredità in erede vero e proprio. Il chiamato all'eredità può anche rinunciare all'eredità: in questo caso non perde definitivamente il diritto all'eredità perchè può revocare la propria rinuncia fino a quando l'eredità non sia stata accettata dagli ulteriori chiamati. Se il chiamato all'eredità teme che questa sia passiva, ossia con molti debiti, può accettare con "beneficio di inventario". In tal caso il patrimonio del de cuis non si confonde con quello personale dell'erede, che quindi risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del valore dei beni ricevuti. In alcuni casi, ad esempio quando il chiamato è minore, interdetto o inabilitato, l'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario è obbligatoria per legge.

 

 
  Sommario:
  La successione - Definizione
   La capacità giuridica e la capacità d'agire
  La successione universale e particolare »
  La successione legittima »
  La successione legittima del coniuge »
  Chi può ereditare e chi no? »
  La comunione ereditaria »
  Persone escluse dalla successione »
  Successione necessaria »
  Dall'apertura all'accettazione »
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