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il Decreto di omologazione dell'accordo dei coniugi
 

il Decreto di omologazione - Definizione

L’omologazione dell’accordo raggiunto dai coniugi in sede di separazione consensuale consiste in un controllo sulla legalità e sulla compatibilità delle condizioni di separazione definite dalle parti, il quale viene effettuato d'ufficio, senza la necessità di alcuna specifica ed ulteriore domanda da parte dei coniugi. Ai sensi dell’art. 158 del codice civile, l’unico caso in cui può essere rifiutata l’omologazione è il contrasto dell’accordo stesso con l’interesse dei figli.

Almeno in via di principio, dunque, il Presidente del Tribunale non potrebbe sindacare in merito alle condizioni, stabilite consensualmente dalle parti, che influiscano esclusivamente sui reciproci rapporti patrimoniali fra le stesse. E’ da precisare, tuttavia, che assai difficilmente sarà suscettibile di omologazione un accordo che escluda a priori qualsiasi forma di sostegno economico al coniuge notevolmente meno abbiente ovvero contenga una clausola di rinuncia alla modifica delle condizioni inserite nel patto medesimo; e ciò vale anche se la coppia non ha prole.

Per tali motivi è consigliabile che i coniugi si facciano assistere nella redazione dell’accordo da un avvocato o da soggetto comunque esperto in diritto di famiglia. Fermo restando il vaglio dell’autorità giudiziaria sulle clausole che attengono agli elementi essenziali dell’accordo, la giurisprudenza della Suprema Corte ha ritenuto ammissibili e valide, a prescindere dall’omologazione e purché non in contraddizione con l’accordo omologato, pattuizioni che si affiancano al verbale di separazione (in tal senso, a titolo esemplificativo, si vedano Cass. Civ. sent. n. 657 del 1994 e sent. n. 9287 del 1997); a quest’ultimo proposito è stata reputata pienamente efficace la clausola secondo la quale il coniuge economicamente più benestante si impegnava a versare all’altro un assegno di misura superiore a quella poi effettivamente omologata (cfr. Cass. sent. n. 2270 del 1993).

Sotto l'aspetto procedurale, udita la relazione del Presidente e verificate le condizioni contenute nel verbale di separazione, il Tribunale emette decreto di omologa della separazione ordinando contestualmente all'ufficiale dello Stato civile l'annotazione sull'atto di matrimonio.
Quindi la Cancelleria, che annota le omologhe secondo la data su dei fogli affissi fuori dall'ufficio, provvederà alla trasmissione del fascicolo, contenente il verbale di separazione e l' omologa, all'Ufficio del Registro.
Per provvedere alla registrazione l'avvocato dovrà consultare l'apposita cartelletta con la dicitura " Separazione - Omologhe " effettuando la ricerca con la data di omologa. Pagata la tassa, il fascicolo d'ufficio passerà all'Ufficio copie - sentenze del Tribunale, ove l'interessato potrà chiederne copia per gli usi consentiti dalla legge.

In conclusione, si evidenzia che, sulla base di un’indagine ISTAT, la separazione consensuale è quella praticata più spesso, tanto da raggiungere nel 2002 la percentuale dell’87% delle separazioni complessive. Tale successo è determinato anche dalla possibilità delle parti, perfino in corso di causa, di trasformare la procedura da giudiziale in consensuale, ovviamente a condizione che i coniugi raggiungano, seppur a posteriori, l’accordo sugli elementi essenziali; qualora venga iniziata la separazione consensuale, viceversa, è necessario instaurare un procedimento ex novo per passare alla separazione giudiziale.

 
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