|
|
La Terza Sezione Penale della Corte di
Cassazione (Sent. 37414/2007) ha stabilito che in capo al minore
indagato per gravi reati, la sussistenza di carenze educative
nell'ambiente familiare (oltre alla pericolosità sociale)
potrebbe giustificare la custodia cautelare in comunità.
I Giudici della Corte, chiamati a decidere il caso di un giovane
ragazzo, "reo" di aver violentato una sua coetanea, hanno
stabilito che la gravità della condotta tenuta dallo stesso
nella commissione del reato, aveva messo in luce la grave
carenza educativa della sua famiglia nonché un allarmante
mancanza di valori che, persistendo tale situazione, avrebbe
compromesso la sana crescita e il sano inserimento sociale del
minore.
Nel caso di specie, poi, le gravi carenze familiari erano emerse
anche dalle informazioni assunte dai docenti della scuola
frequentata dal minore.
La sussistenza di tali circostanze pertanto, secondo gli
Ermellini, rende giustificata la misura cautelare in comunità
che non interrompe, in alcun modo, il processo educativo dei
giovani, essendo tale percorso garantito anche all'interno della
struttura.
Con questa decisione gli Ermellini hanno confermato la misura
cautelare imposta a un giovane posto in comunità
articolo del 20/10/2007 a cura dell'Avv.
Cristina Matricardi - estratto da
www.studiocataldi.it
|