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Roma, 11 aprile 2008 - (Adnkronos)
- Si può abbandonare il tetto coniugale, senza
vedersi addebitare la colpa in caso di
separazione, se in casa regna la più totale
incomunicabilità. Lo sottolinea la Cassazione
nel confermare la separazione personale, senza
addebiti, di una coppia di ultra 70enni di Trani
arrivata alla separazione in tarda età dopo che
la moglie, Angela D. L. aveva abbandonato il
tetto coniugale, trasferendosi a Napoli, per
incomunicabilità con il marito Vincenzo P.
Secondo la Suprema Corte legittimamente la Corte
d'Appello di Bari ha escluso la colpa di uno dei
coniugi in quanto ''l'allontanamento della
moglie dalla casa famigliare'' trovava ''ragione
in una situazione di profonda crisi nel rapporto
tra i coniugi, anche in relazione ad un difetto
di reciproca comunicazione, sino a portare i
coniugi ad una estraneità affettiva e
relazionale''. L'abbandono del tetto coniugale,
dunque, secondo la Suprema Corte non si pone
''come causa determinante del venire meno
dell'unione, ma come mero effetto e presa d'atto
di una situazione di intollerabilita' della
convivenza da tempo maturata''. La stessa
decisione era già stata emessa dal Tribunale di
Trani e successivamente, nell'aprile 2004, dalla
Corte d'Appello di Bari imponendo al marito
rimasto solo a casa di versare alla ex
ultra 70enne 414 euro mensili come
assegno di mantenimento. Angela D. L., dunque
oltre a non vedersi attribuire la colpa per aver
abbandonato il tetto coniugale, dovrà essere
mantenuta dall'ex marito con oltre 400 euro al
mese viste anche le ''numerose patologie'' di
cui soffriva.
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