|
marzo 2009 |
18/03/2009
Marito deve continuare a mantenere moglie
e figlie anche se azienda da lui amministrata è in crisi
La
prima sezione civile della Suprema Corte di Cassazione ha
stabilito, in tema di assegno di mantenimento, che il coniuge su
cui grava l’obbligo dell’assegno mensile a favore della moglie e
dei figli, è tenuto a continuare a versarlo nonostante l’azienda
di cui è amministratore versa in condizioni di crisi economica.
Il coniuge-ricorrente, in seguito a sentenza di separazione
giudiziale, era obbligato al versamento di un assegno mensile di
2000 euro per il mantenimento della moglie e di altrettanti euro
per il mantenimento dei figli.
Vai all'articolo completo |
|
|
04/03/2009
Marito molesta la moglie anche sul posto
di lavoro? No alla condizionale
La Quinta Sezione Penale della Corte di
Cassazione (Sent. n. 7775/2009) ha stabilito che non può essere
concesso il beneficio di legge della condizionale al ‘reo’ di
molestie. Nel caso di specie, la Corte, respingendo il ricorso
di un giovane marito che molestava la moglie, anche sul luogo di
lavoro, ha precisato che “come è noto la sospensione
condizionale ‘ è ammessa soltanto se, avuto riguardo alle
circostanze indicate nell’art. 133, il giudice presume che il
colpevole si asterrà in futuro dal commettere ulteriori reati’.
Considerato il rilievo che il tribunale del riesame ha dato alla
opposta prognosi formulata nei confronti del […] appare del
tutto ingiustificato invocare altra motivazione sul punto. Il
collegio ha sostenuto come ‘il pericolo di recidiva – nel caso
in esame – si quasi in re ipsa’, richiamando i fatti per i quali
questi è condannato con sentenza […], costituiti – oltre che da
maltrattamenti, violazioni di domicilio, molestie sul posto di
lavoro, danneggiamento) – da lesioni in danno della […]
cadenzati in cinque episodi […].
Vai all'articolo completo |
|
|
|
febbraio 2009 |
28/02/2009
Scattano le manette per marito
che non si sa controllare
Giro di vite contro gli episodi di
violenza in famiglia. La Corte di Cassazione ha infatti
stabilito che se un marito violento non è in grado di
controllarsi e, nonostante una precedente condanna continua a
maltrattare la consorte, l'unica misura adeguata per scongiurare
il pericolo di una recidiva è l'arresto. La Corte (Quinta
sezione penale sentenza n.7775/2009) ha così convalidato la
misura della custodia cautelare nei confronti di un uomo
indagato per i reati di violenza privata, minaccia grave e
lesioni aggravate in danno della moglie. Secondo Pizza Cavour
l'arresto del marito violento si rende necessario "proprio per
l'incapacita' di autocontrollo" che rende concreto il "pericolo
di recidiva".
Vai all'articolo completo |
|
|
20/02/2009
Figlio non rispetta gli incontri? Nessun
reato è imputabile al genitore assegnatario
La Sesta Sezione Penale della Corte di
Cassazione (Sent. n. 4946/2009) ha stabilito che non commette
alcun reato l'ex coniuge assegnatario di figli minori nel caso
in cui questi non rispettino gli incontri con il padre. La Corte
ha inoltre precisato che la perizia sull’attendibilità delle
dichiarazioni della minore “non riveste in realtà tale
carattere, dato che l’attendibilità soggettiva e oggettiva di
tatti dichiarativi è questione che deve essere autonomamente
valutata dal giudice, senza che possano al riguardo essere
evocati ausili di natura psicologica da affidare a esperti della
materia, estranei al campo delimitato dall’art. 220 c.p.p..
Vai all'articolo completo |
|
|
06/02/2009
Nozze lampo non
consumate? Non si cancella il diritto al mantenimento
Anche un matrimonio di soli sette giorni
può bastare per far sorgere il diritto al mantenimento e ciò
anche se il matrimonio non è stato consumato. Parola di
Cassazione. La prima sezione civile della Corte (sentenza
2721/2009) ha stabilito infatti che ciò che conta non è tanto la
durata delle nozze e dell'intimità, ma la differenza di reddito
tra i due partner. Per tale motivo se dopo la separazione il
tenore di vita di lei e risulta deteriorato lui dovrà comunque
mettere mano al portafoglio. IL caso esaminato dalla Corte
riguarda un matrimonio che era terminato dopo appena una
settimana. La moglie se n'era andata di casa negandosi a
qualsiasi rapporto intimo. IN primo grado, il tribunale di
Bologna, aveva respinto ogni richiesta economica avanzata dalla
donna mentre la Corte d'Appello, aveva posto a carico del marito
un assegno di € 250 mensili considerando che il fatto della
mancata consumazione delle nozze e dell'estrema brevità della
convivenza non fossero circostanze idonee a cancellare la
disparità di reddito tra i due.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
gennaio 2009 |
31/01/2009
Moglie bisex tradisce?
Perde il mantenimento anche se il marito è violento
Anche di fronte a gesti di inaccettabile
violenza del partner il tradimento bisex viene considerato più
grave ai fini dell'addebito della separazione. Sempre che la
violenza sia stata il frutto di una reazione alla scoperta del
tradimento. Secondo la Cassazione, dunque, se una moglie bisex è
infedele, perde l'assegno di mantenimento anche se dimostra che
il suo ex marito l'ha picchiata. Nel caso esaminato dalla Corte
la donna aveva intrapreso una relazione extraconiugale con un
uomo e con la rispettiva moglie. Il marito dopo aver scoperto il
menage a trua aveva reagito in modo violento.
Vai all'articolo completo |
|
|
[ 1 ] [
2 ] [
2
bis ] [
3 ] [
4 ] [
5 ]
Torna
alla pagina iniziale |
|