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giugno 2009 |
28/06/2009
Moglie
maltrattata tace davanti ai giudici? E' falsa testimonianza
Le è costata una condanna
a 1 anno e 4 mesi di reclusione la sua decisione di rimanere in
silenzio davanti ai giudici e di non dire nulla delle botte e
dei maltrattamenti subiti dal marito. Ha deciso di tacere per
paura di possibili ritorsioni ma è stata condannata per falsa
testimonianza. Una condanna che anche la Corte di Cassazione ha
confermato. Per quanto possa apparire paradossale la condanna è
stata inflitta a una 34enne che, chiamata a testimoniare davanti
al Tribunale in un procedimento a carico del proprio marito
imputato per maltrattamenti in danno della moglie, "negava
falsamente di essere stata maltrattata durante gli anni della
convivenza coniugale e di essere stata percossa".
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25/06/2009
Vuole troppo sesso dalla moglie, è violenza
Sentenza 26345/2009. Commette violenza sessuale e maltrattamenti
il marito che, con comportamenti dispotici e minacciosi,
costringe la moglie "a subire plurimi rapporti sessuali" anche
quando la donna non ne ha assolutamente desiderio.
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22/06/2009
Uomo promette matrimonio per ottenere soldi? E' truffa
La Seconda Sezione Penale della Corte di
Cassazione (Sent. n. 23857/2009) ha stabilito che commette reato
di truffa chi inizia una relazione sentimentale promettendo il
matrimonio e ciò al solo fine di ottenere somme di denaro
necessarie per la futura casa coniugale e destinandole invece a
necessità personali. Con questa decisione, gli Ermellini hanno
confermato la Sentenza di condanna per truffa di un uomo che con
artifici e raggiri “consistiti nel manifestare a […] la falsa
intenzione di iniziare una relazione sentimentale a scopo di
matrimonio con la stessa e di avere necessità di denari per
preparare la futura casa coniugale e per sostenere le sue spese
personali”, procurava per sé un ingiusto profitto con pari danno
per la donna, parte offesa.
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13/06/2009
Anche fare sesso è un
diritto.
Se compromesso va risarcito il danno
Anche la perdita o la riduzione della sessualità vanno risarcite
come danno biologico. Lo ha stabilito la corte di Cassazione
affermando che fare sesso costituisce un
"modus vivendi essenziale per
l'espressione dello sviluppo della persona" e quindi un diritto.
Quando un simile danno deriva da violenza oppure
da fatto colposo come nel caso di responsabilità professionale
medica va riconosciuto il diritto al risarcimento. La Corte con
sentenza 13547/2009 ha ha accolto il ricorso di una donna che,
per fatto attribuibile a colpa medica, aveva subito un
intervento di isterectomia che aveva compromesso, tra l'altro,
la sua vita sessuale.
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06/06/2009
Soldi prestati tra marito
e moglie? Non sono restituibili
Un prestito tra marito e
moglie non si restituisce! O per lo meno non si può ottenere
giudizialmente la restituzione. Parola di Cassazione. La Corte
ha infatti bocciato il ricorso di una donna separata che aveva
chiesto la restituzione di un prestito di 19mila euro fatto al
suo ex consorte per pagare
un mutuo "aperto nel corso del matrimonio per lavori alla casa
coniugale e per il ripianamento dei debiti dell'impresa del
marito".
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maggio 2009 |
30/05/2009
Moglie infedele? Se marito ha tollerato il
tradimento poi la deve mantenere
La
moglie è infedele? Se vi dovete separare è meglio che lo
facciate subito perchè se tollerate a lungo l'infedeltà, in una
futura separazione dovrete continuare a mantenere la vostra ex
consorte. Anche se lei si è rifatta una vita con un uomo ricco e
facoltoso. Parola di Cassazione. La Corte, infatti, analizzando
la vicenda di una coppia in cui lui aveva tollerato una
relazione extraconiugale della moglie durata ben 12 anni, ha
stabilito che il marito dovra' continuare a mantenerla
con un assegno di 1.300 euro al mese. Poco importa che lei per i
12 anni precedenti la loro separazione avesse avuto un amante.
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21/05/2009
Troppi soldi ai
figli per mantenimento? Non è diseducativo
Troppi soldi non hanno effetto
diseducativo sui figli. Per questo se i genitori sono benestanti
possono accontentare la prole su tutto accordandogli un cospicuo
mantenimento. Parola di Cassazione. Secondo Piazza Cavour
(sentenza 11538/2009) l'art. 147 del ''obbliga i genitori a far
fronte ad una molteplicita' di esigenze, non riconducibili al
solo obbligo alimentare, ma estese all'aspetto abitativo,
culturale, scolastico, sportivo, sanitario, sociale,
all'assistenza morale e materiale'', in una parola: ''alla
opportuna predisposizione, fin quando l'eta' dei figli lo
richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a
rispondere a tutte le necessita' di cura e di educazione''.
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13/05/2009
Non esiste un "diritto a non nascere se non sano"
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di nascita
esiste sempre, anche per chi non è sano. Il principio e' stato
affermato dalla terza Sezione civile (sentenza 10741/2009) che
nella parte motiva chiarisce come "la mancanza di consenso
informato", tale da porre la madre nelle condizioni di poter
scegliere per l'interruzione volontaria della gravidanza, "non
puo' dar luogo a risarcimento anche nei confronti del nascituro
poi nato con malformazioni, oltre che nei confronti della
gestante madre". La Corte ricorda che nel nostro ordinamento non
e' contemplato "un diritto a non nascere se non sano", e quindi
il "concepito, poi nato, non potra' avvalersi del risarcimento
del danno perche' la madre non e' stata posta nella condizione
di praticare l'aborto".
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14/05/2009 Moglie
percepisce assegno invalidità? Non esclude il mantenimento
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n.
10221/2009) ha stabilito che la ex moglie che percepisce
l’assegno di invalidità non perde il diritto al mantenimento.
Nel caso di specie, secondo gli Ermellini, la Corte di secondo
grado, che ha negato il diritto all’assegno a una ex moglie e
ciò solo per il fatto di non aver ritenuto peggiorate le sue
condizioni di salute “si ferma solo a rapportare i redditi
attuali delle parti, e nessuna indagine svolge sul tenore di
vita goduto dalla coppia nel corso del matrimonio e della
convivenza e su quello che la donna da sola potrà tenere, con la
sua infermità, dopo il divorzio, così non giustificando la
negazione dell’assegno”.
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08/05/2009
Ex marito entra nella casa assegnata alla moglie?
Deve risarcire il danno moglie percepisce assegno invalidità?
Non esclude il mantenimento
L'ex marito che fa ingresso nella ex casa coniugale commette
reato e deve risarcire il danno. Parola di Cassazione. Se
infatti la casa è stata assegnata alla moglie, un ingresso non
autorizzato integra la fattispecie del reato di invasione di
edificio e questo, secondo la Corte (Sentenza 19116/2009) da
anche diritto alla moglie ad ottenere il risarcimento. Nessuna
tolleranza inoltre neppure se lui e' comproprietario
dell'appartamento.
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