Notizie Giuridiche del 2009


 

luglio 2009
27/07/2009 Assegno di divorzio non deve incidere su esigenze primarie di chi lo paga
La Corte di Cassazione con sentenza 14214/2009 ha ricordato che "l'accertamento del diritto all'assegno di divorzio va effettuato verificando l'adeguatezza dei mezzi economici a disposizione del richiedente a consentirgli il mantenimento di un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio, fissate al momento del divorzio".  Vai all'articolo completo
 
24/07/2009 E' reato disinteressarsi dell'educazione dei figli
Anche l'educazione dei figli deve essere considerata uno degli obblighi di assistenza a cui è tenuto un genitore. Rischia pertanto una condanna penale il padre separato che si disinteressa degli aspetti educativi del figlio e delle vicende relative alla sua vita. Sulla scorta di questo principio i giudici della Cassazione hanno convalidato una sentenza di condanna a due mesi di reclusione inflitta ad un padre proprio per il suo accertato disinteresse nei confronti del figlio minore. La denuncia era partita dalla ex moglie che tra l'altro aveva anche lamentato il fatto che il suo ex marito aveva omesso di versargli 200 Euro di mantenimento. Vai all'articolo completo
22/07/2009 Invia lettera con scorpione morto alla rivale, condannata 
Ci possono essere mille modi diversi per fare un dispetto alla propria rivale, ma la realtà a volte supera l'immaginazione. Nella maggior parte dei casi si ricorre a telefonate anonime o all'invio di biglietti o messagi di vario genere. Questa volta però l'idea è stata a dir poco originale. una donna ha deciso di inviare alla sua rivale in amore alcune lettere anonime con la particolarità di contenere all'interno uno scorpione morto. Uno scherzo che le è costato una condanna ad una multa di 400 euro per il reato di molestie. Nella sentenza resa dalla prima sezione penale della Corte (n.30306/2009) si i Giudici del Palazzaccio ricostruiscono la vicenda e rilevano che la donna non si era accontentata delle solite (e forse oramai scontate) telefonate mute. Vai all'articolo completo
20/07/2009 Ex nega al marito il figlio per le vacanze? E’ reato 
La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 27995/2009) ha stabilito che commette reato il genitore che nega al marito di portare con sé il figlio durante il periodo di vacanza stabilito dal giudice. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che “l’elusione dell’esecuzione del provvedimento giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi si realizza anche attraverso la mancata ottemperanza al provvedimento medesimo. ‘Eludere’, infatti, significa frustrare, rendere vane le legittime pretese altrui e ciò anche attraverso una mera omissione, che, nella specie, è consistita nel rifiuto della (…) alla quale era affidato il banbino, di far si che lo stesso trascorresse col padre il periodo di vacanza prestabilito.
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17/07/2009 No al "mantenimento fai da te". La paghetta non sostituisce assegno  
Un padre non può sottrarsi all'obbligo del mantenimento nei confronti dei figli dimostrando di aver corrisposto loro la paghetta settimanale e provveduto direttamente ad altre spese regalando beni voluttuari e motorini. Queste elargizioni infatti, spiega la Cassazione, non sostituiscono in alcun modo l'obbligo del mantenimento. I giudici del Palazzaccio sono stati categorici, questo modo di manifestare interesse per i figli non basta a salvarsi da una condanna penale per il reato di omissione dei mezzi di sussistenza se non si versa regolarmente l'assegno. L'avvertimento arriva dalla Sesta sezione penale della Corte che, con sentenza 29459/2009, ha confermato la condanna a tre mesi di reclusione e 300 euro di multa resa nei confronti di un padre separato che di sua iniziativa aveva "sostituito il mantenimento" con la paghetta settimanale e con il pagamento diretto di altre spese per l'acquisto di un motorino e di altri beni voluttuari. Vai all'articolo completo
 
16/07/2009 Va multata amante che rivela le corna alla rivale con gli sms
L'Amante che invia sms alla rivale tradita per farle sapere del tradimento rischia una multa per il reato di molestie. Secondo la Cassazione infatti chi riceve messaggi del genere viene leso nella sua dignità e a nulla rileva il fatto che il tradimento fosse noto. Piazza Cavour ha così respinto il ricorso di una donna calabrese che i giudici di merito avevano condannato a 300 euro di multa per il fatto di aver rilevato le corna alla moglie del suo amante inviandole 5 SMS. Nel ricostruire la vicenda, la Corte (sentenza 28852/2009 della prima sezione penale) evidenzia che l'imputata aveva inviato messaggi che facevano riferimento alla relazione sentimentale clandestina riportando anche ''asserite espressioni dell'uomo in termini sprezzanti nei confronti della compagna''. Vai all'articolo completo
 
14/07/2009 Coniuge non confessa propensione all’infedeltà? Il matrimonio può essere dichiarato nullo La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 14906/2009) ha stabilito che ha diritto a ottenere l’annullamento del matrimonio il coniuge che non era a conoscenza della riserva mentale dell’altro a restargli fedele tutta la vita. Gli Ermellini hanno infatti precisato che “secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte la delibazione della sentenza ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi di uno dei ‘bona matrimonii’ (che nella specie è l’esclusione dell’obbligo di fedeltà) può trovare ostacolo nell’ordine pubblico nel caso in cui detta esclusione sia rimasta, inespressa, nelle sfera psichica del suo autore, senza manifestarsi (né comunque essere conosciuta o conoscibile) all’altro coniuge, alla stregua dell’inderogabile principio della tutela della buona fede e dell’affidamento incolpevole. Vai all'articolo completo
 
02/07/2009 Marito presenta conti e dichiarazione fiscale? 
La ex non può chiedere indagini sui redditi La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 14081/2009) ha stabilito che le indagini della Guardia di Finanza non possono essere ordinate dal Giudice, su richiesta della moglie, se il marito ha presentato in giudizio la documentazione fiscale e le movimentazioni dei conti bancari. Piu' precisamente la Corte ha evidenziato che "anche in materia di separazione dei coniugi deve ritenersi applicabile in via analogica la norma dell’art. 5, comma 9, della legge n. 898 del 1970, come modificato dall'art. 10 della legge n. 74 del 1987, il quale prevede, in tema di riconoscimento e quantificazione dell'assegno divorzile, che ‘in caso di contestazioni il tribunale dispone indagini sui redditi e patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria' (…). Vai all'articolo completo
 
 
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