Notizie Giuridiche del 2010

 
Dicembre 2010
29/12/2010 No al permesso di soggiorno al minore se non inserito in un progetto d’integrazione sociale
No al permesso di soggiorno al minore non accompagnato in assenza di un progetto di integrazione sociale. È questo il principio di diritto che emerge dalla motivazione dei giudici di legittimità del Tar Campania, messa nero su bianco nella sentenza n. 27535 del 16 dicembre scorso. Con tale sentenza, il tribunale amministrativo campano ha rigettato il ricorso di un ragazzo proveniente dal Bangladesh che, pur non essendo accompagnato, aveva richiesto il rilascio del permesso di soggiorno (per motivi di studio, di accesso al lavoro subordinato o autonomo, per esigenze sanitarie o di cura). In particolare i giudici di legittimità di primo grado, hanno affermato che la fattispecie rientra nell’ambito di operatività dell’art. 32 del d.lgs. 286/1998, in cui vengono elencate le condizioni per il rilascio del permesso di soggiorno. Vai all'articolo completo
 
16/12/2010 La condanna penale non preclude affido condiviso
La sesta sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza 24841/2010) ha stabilito che l'affidamento condiviso è una regola a cui si può derogare solo se la sua applicazione risulti pregiudizievole agli interessi del minore. Per questo secondo i giudici di Piazza Cavour una eventuale pronuncia di affidamento esclusivo "dovrà essere sorretta da una motivazione non piú solo in positivo sulla idoneità dei genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero manifesta carenza dell’altro genitore."  Vai all'articolo completo
 
04/12/2010 Tar Lazio: la moglie ha diritto di accesso ai CUD dell'ex marito
In caso di separazione la ex moglie ha diritto ad accedere ai CUD dell’ex marito per poter prendere conoscenza di eventuali indennità percepite che non rientrano nella dichiarazione dei redditi. Lo ha stabilito una recente sentenza del Tar Lazio (la numero 35020/2010) spiegando che i CUD non rientrano nei casi di esclusione dal diritto di accesso (disciplinati dall’art. 24, comma 1 lett. b della legge n. 241/1990).  Vai all'articolo completo
 
03/12/2010 La distanza dei genitori non preclude l'affidamento condiviso
Anche se mamma e papa' vivono a notevole distanza creando oggettive difficoltà di gestione dei rapporti con i figli, il giudice può comunque disporre l'affidamento condiviso. Lo ha stabilito la sesta sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n.24526/2010) ricordando che l'affidamento a un solo genitore è un'ipotesi residuale rispetto all'affidamento ad entrambi che può ricorrere solo in presenza di circostanze tali da far ritenere contrario all'interesse del minore l'affidamento condiviso. Ciò accade in particolare in caso di manifesta carenza o inidoneità educativa di uno dei genitori. Vai all'articolo completo
 
Novembre 2010
29/11/2010 Matrimonialisti favorevoli all'ipotesi di un polizza per garantire alimenti
L'Associazione avvocati matrimonialisti italiani si è dicharata favorevole all'ipotesi di una polizza per assicurare gli alimenti mensili non versati in caso di divorzio. Su quest'idea, arrivata dalla Francia, l'Avv.Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani, ha dichiarato di essere d'accordo "perche' il 30 % degli assegni di mantenimento sono oggetto contesa o vengono versati in quantita' ridotta o non vengono proprio erogati. La morosita' di molti mariti e' nota ed e' diventato un dramma sociale". Come spiega Gassani "Dopo le separazioni spesso si generano due situazioni estreme: padri sotto i ponti e madri che non ricevono assegni per i figli. L'assicurazione per gli assegni di mantenimento sarebbe importante per garantire a una donna e ai suoi figli di andare avanti". Vai all'articolo completo
 
25/11/2010 No al mantenimento del figlio maggiorenne se ha in precedenza lavorato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23590 del 22 novembre 2010, ha affermato l'esclusione dell'obbligo del genitore separato al mantenimento del figlio maggiorenne che, sebbene non autosufficiente economicamente, ha in passato iniziato ad espletare un'attività lavorativa a tempo determinato. Nel caso di specie una donna separata si era vista ridurre, dal giudice di primo grado, l'assegno di mantenimento corrispostole dal marito sulla base della diminuzione dei redditi di lui, del miglioramento della situazione patrimoniale di lei e della raggiunta indipendenza economica del figlio, ormai divenuto maggiorenne; successivamente, in sede di gravame, l'assegno per il mantenimento veniva ridotto ulteriormente, con la cessazione dell'assegno di mantenimento del figlio maggiorenne.  Vai all'articolo completo
 
23/11/2010 Picchiare il partner davanti ai figli integra il reato di maltrattamenti in danno dei minori
Con la sentenza n. 41142 depositata il 22 novembre, la Corte di Cassazione ha stabilito che integra il reato di maltrattamenti contro i figli, il comportamento del genitore che picchia l’altro coniuge davanti ai minori. La Corte ha infatti spiegato che per la configurazione del reato di cui all’art. 572 del codice penale, non rileva il fatto che le violenze siano state indirizzate verso un altro “soggetto passivo” (in questo caso, l’altro coniuge) perché quello che conta è l’ostilità che quel clima di violenza crea all’interno della famiglia e in danni dei bambini testimoni oculari delle aggressioni.  Vai all'articolo completo
19/11/2010 Diritto alla contribuzione figurativa anche per le lavoratrici non assunte durante il congedo di maternità
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, con sentenza n. 23037 del 12 novembre 2010, ha affermato il principio di diritto per cui "la contribuzione figurativa spetta, a domanda, anche per i congedi per maternità non in costanza del rapporto di lavoro subordinato (quale che fosse, all'epoca, la gestione assicurativa di iscrizione ed anche in caso di lavoratrice inoccupata) a condizione che la lavoratrice sia in possesso di cinque anni di contribuzione AGO in costanza di rapporto di lavoro e alla data del 27.04.2001 non sia pensionata e sia iscritta all'AGO." Nel caso di specie l'INPS proponeva ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Torino che, confermando la statuizione di primo grado, accoglieva la domanda proposta da una lavoratrice nei confronti dell'INPS per ottenere l'accredito dei contributi figurativi per i periodi di astensione obbligatoria per maternità in applicazione del disposto dell'art. 25 del D.Lgs. 151/2001.   Vai all'articolo completo
 
16/11/2010 No al risarcimento danni per non essere diventato padre a chi è ingiustamente detenuto
Un uomo ingiustamente detenuto in carcere con l'accusa di omicidio per ben 11 anni, cinque mesi e ventisei giorni e poi assolto a seguito di revisione del processo, ha chiesto di essere risarcito per il fatto di non essere diventato padre. La suprema Corte però (Terza sezione penale, sentenza n.40094/2010) gli ha negato il diritto al risarcimento. Secondo gli Ermellini, infatti, non ci può essere risarcimento per la mancata paternita' perche' tale impossibilita' costituisce una "conseguenza naturale della perdita della liberta' personale".   Vai all'articolo completo
 
09/11/2010 Va risarcito il coniuge tradito. Ammesso anche il riscatto morale
Anche il tradimento può dare diritto al risarcimento del danno in favore del coniuge tradito. Mogli e mariti che hanno subito un tradimento possono in qualche modo trovare una soddisfazione economica attraverso diverse forme di riscatto che la giurisprudenza mette loro a disposizione. In una scheda Adnkronos, la nota agenzia di stampa, passa in rassegna una serie di casi di coniugi 'cornificati' che, non riuscendo a mettersi l'animo in pace per il torto subito, si sono rivolti alla giustizia. Molteplice la casistica. Si parte dalla Capitale dove una donna si è vista accordare dalla Suprema Corte il diritto al risarcimento per essere stata tradita dal marito. A lui è stata addebitata la colpa della separazione anche perchè aveva sbandierato il tradimento ai quattro venti diffondendo la notizia dell'adulterio con dovizia di particolari nell'ambiente degli amici comuni.  Vai all'articolo completo
 
08/11/2010 Furto in casa della suocera? Nessuno sconto di pena anche se i soldi servivano per le nozze
Non c'è giustificazione che tenga. Il furto in casa della mamma di lei fatto al solo scopo di potersi sposare resta comunque un reato e non ci possono essere sconti di pena. Lo ha stabilito la Corte di cassazione occupandosi del caso di un ragazzo che in vista del matrimonio aveva deciso di "raggranellare" un pò di denaro rubando a casa della futura suocera. Introducendosi nell'abitazione della madre della sua fidanzata aveva rubato gioielli per un valore di circa 30mila euro e denaro contante per 700 euro.   Vai all'articolo completo
 
07/11/2010 La ex va mantenuta anche se ha rifiutato un posto di lavoro
Cattive notizie per gli uomini separati. Se la ex rifiuta lavori che ritiene poco adatti bisogna continuare a mantenerla. Lo afferma la prima sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 22504/2010) che ha respinto un ricorso presentato da un ex marito intenzionato ad annullare l'assegno divorzile per la sua ex che aveva detto no ad un'offerta lavorativa preferendo tornare all'universita'. L'uomo si era rivolto alla suprema Corte chiedendo di annullare il mantenimento perchè la sua ex moglie aveva rifiutato un posto da segretaria con la scusa che il lavoro era lontano da casa e si era ritenuta inadatta al tipo di mansioni offerte.   Vai all'articolo completo
 
Ottobre 2010
23/10/2010 Multa al genitore che non rispetta regole dell'affido condiviso
Giro di vite della Cassazione contro i genitori che non rispettano le regole fissate dall'affidamento condiviso. Il giudice, secondo la Corte, può infatti multare i genitore indisciplinato che tiene un comportamento "inadempiente o pregiudizievole" nei confronti dei figli. La decisione è della prima sezione civile della Cassazione (sentenza 21718/2010) chiamata a intervenire nel caso di una coppia che continuava a litigare su dove dovesse abitare il figlio affidato ad entrambi ma collocarlo presso la madre. La donna aveva poi cambiato la sua residenza e la Corte d'appello di Napoli aveva così disposto il collocamento del minore presso il padre ammonendo la madre e richiamandola "ad attenersi alle modalita' di gestione dell'affidamento".   Vai all'articolo completo
 
23/10/2010 Minorenni ammessi al lavoro: obblighi del datore di lavoro
L'art. 8, comma primo della L. 17 ottobre 1967, n. 977 ("Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti") prevede che i bambini e gli adolescenti "possono essere ammessi al lavoro purché siano riconosciuti idonei all'attività lavorativa cui saranno adibiti a seguito di visita medica". Tale disciplina trova una deroga espressa nell'art. 2 della medesima Legge, che precisa "Le norme della presente legge non si applicano agli adolescenti addetti a lavori occasionali o di breve durata concernenti: a) servizi domestici prestati in ambito familiare; b) prestazioni di lavoro non nocivo, né pregiudizievole, né pericoloso, nelle imprese a conduzione familiare."E’ proprio sulla base di quest'ultima prescrizione che un datore di lavoro, condannato per aver ammesso al lavoro persone minorenni senza sottoporle al prescritto accertamento sanitario preventivo, propone ricorso in Cassazione evidenziando che la sua condotta non costituisce reato in forza della causa di giustificazione prevista dall'art. 2, L. 977/1967 e contro la sentenza del Tribunale  che rilevava l'insussistenza sia della breve durata che della natura occasionale della prestazione lavorativa. La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con sentenza n. 35706 del 5 ottobre 2010, ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso, in quanto manifestamente infondato, ritenendo logico e corretto il ragionamento giustificativo svolto dal Tribunale  Vai all'articolo completo
 
20/10/2010 Promette al genitore di assumere i figli in cambio di denaro? Rischia una condanna per truffa
La Seconda sezione della Corte di Cassazione Penale (sentenza n. 35352/2010), rigettando il ricorso di un funzionario delle poste - condannato per truffa aggravata per aver falsamente promesso a dei genitori l'assunzione delle figlie in cambio di denaro - stabilisce che "il traffico di posti di lavoro, anche al di fuori di ipotesi riconducibili al delitto di corruzione o di millantato credito, costituisce comunque causa illecita perché contraria non tanto al buon costume (concetto che evoca, più propriamente, le prestazioni contrarie alle regole della morale sessuale o della decenza), quanto all'ordine pubblico."  Vai all'articolo completo
 
17/10/2010 Coniuge traditore non ha colpa se crisi preesiste. Ma non deve raccontare agli amici della relazione extraconiugale
La Corte di Cassazione tornando ancora una volta sull'argomento del tradimento ha ribadito che la violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale, che di norma rende intollerabile la prosecuzione della convivenza, non può comportare l'addebito della separazione se risulta che il tradimento "non abbia avuto incidenza causale nel determinare la crisi coniugale" siccome questa già preesisteva ad un menage solo formale. La decisione è della prima sezione civile della Corte di Cassazione (Sentenza n. 21245/2010) che però avverte: guai a raccontare agli amici della relazione extraconiugale. Vai all'articolo completo
 
12/10/2010 Multa a mamma e papa' se fanno mancare l'affetto
Il disinteresse morale per i figli va sanzionato al pari del mancato pagamento degli alimenti. Lo stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui chi fa mancare l'affetto alla prole commette il reato previsto e punito dall'art. 570 c.p. che punisce la violazione degli obblighi di assistenza familiare. La decisione è della Sesta sezione penale della Corte che ha convalidato una condanna al pagamento di una multa di cento euro e a 20 giorni di reclusione, nei confronti di un padre separato che aveva tenuto "una condotta contraria alla morale delle famiglie" disinteressandosi di loro. Vai all'articolo completo
 
10/10/2010 Carcere a chi indottrina i figli al furto
Giro di vite della Cassazione contro chi educa i figli al furto. Secondo Piazza Cavour inaccettabile che un genitore tratti i figli "alla stregua di cose", "indottrinanandoli" per commettere furti nelle abitazioni. Così la Corte ha confermato un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di un rom che aveva venduto la figlia per 200 mila euro ad un altro nucleo rom indottrinandola su come compiere furti nelle abitazioni. Per difendersi dall'accusa di riduzione in schiavitu' il l'uomo di è difeso spiegando che i soldi ricevuti non erano frutto di una "compravendita" della ragazza ma una semplice "dote". La Corte (Quinta sezione penale) respingendo il ricorso ha fatto notare che già il Tribunale "con ragionamento immune da manifesta illogicita', ha spiegato che la minore era utilizzata dai genitori e principalmente dal padre per commettere furti in abitazione, tanto e' vero che la ragazza venne arrestata proprio in occasione di uno di tali furti. Vai all'articolo completo
 
01/10/2010 Padre che strattona il figlio risponde di lesioni volontarie se provoca colpo di frusta
Integra il reato di lesioni volontarie, il comportamento del padre che, strattonando suo figlio, gli provoca il cd. “colpo di frusta”. E poco importa se l'intenzione del padre non fosse quella di farle del male. E' quanto stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza n. 35075, depositata il 29 settembre 2010. Una decisione presa a seguito del ricorso proposto dal padre di un bambino che era stato già condannato dal tribunale di Milano per lesioni volontarie. Nel ricorso l'imputato aveva cercato di difendersi sostenendo l'assenza di dolo. Vai all'articolo completo
 
Settembre 2010
26/09/2010 Coppie di fatto: No al ricongiungimento familiare dell’extracomunitario con la compagna cittadina italiana
Non hanno diritto al ricongiungimento familiare le coppie di fatto anche se in attesa di un bambino. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20134 depositata il 23 settembre, esito del ricorso di un cittadino extracomunitario che richiedeva il ricongiungimento familiare con la propria compagna in attesa di un bambino. L’uomo aveva proposto ricorso avverso il decreto del prefetto chiedendo che l’art. 19, comma 2, lett. d) del T.U. sull’immigrazione (d.lgs. 286/1998) venisse interpretato in maniera “conforme ai principi enunciati dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, in modo tale da non creare contrasto tra la normativa interna italiana e quella internazionale”. Chiedeva pertanto che l’art. 19 venisse interpretato “nel senso di estendere il divieto di espulsione previsto per il marito della donna in stato di gravidanza, anche al convivente more uxorio”. Vai all'articolo completo
 
22/09/2010 Immigrato che divorzia non perde il diritto al permesso di soggiorno se il matrimonio è durato tre anni
Se le nozze sono durate almeno tre anni l'extracomunitario che divorzia non perde il diritto al rinnovo del permesso di soggiorno. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n.19893/2010), affermando che l'immigrato in tal caso ha diritto a restare nel territorio Italiano. L'unica condizione è che il matrimonio "sia durato almeno tre anni, di cui almeno uno nel territorio nazionale prima dell'inizio del procedimento di divorzio o di annullamento".  Vai all'articolo completo
 
17/09/2010 Commette reato coniuge affidatario che non comunica all'altro genitore il cambio di residenza
Con la sentenza n. 33719 la Corte di Cassazione ha stabilito che integra reato il comportamento del coniuge affidatario dei figli che non fa sapere all’ex partner la residenza e il numero di telefono dei figli affidati. Secondo infatti il giudizio dei giudici di cassazione, tale comportamento “omissivo” consistente nel non comunicare i nuovi recapiti, va ad incidere sulla serenità del rapporto con il genitore non affidatario. Vai all'articolo completo
 
Agosto 2010
21/08/2010 Per l'addebito della separazione non basta accertare la violazione dei doveri reciproci dei coniugi
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di separazione personale dei coniugi, la pronuncia di addebito "non può fondarsi sulla sola violazione dei doveri posti dall’art. 143 c.c.". La norma che tratta dei "Diritti e doveri reciproci dei coniugi" prevede tra le altre cose il dovere reciproco di fedeltà, di assistenza morale e materiale, di collaborazione nell'interesse della famiglia, di coabitazione e di contribuzione ai bisogni della famiglia. Secondo la Corte (sentenza n. 16614/2010) per motivare l'addebito è necessario accertare se tale violazione, "lungi dall’essere intervenuta quando era già maturata e in conseguenza di una situazione di intollerabilità della convivenza, abbia, viceversa, assunto efficacia causale nel determinarsi della crisi del rapporto coniugale". Vai all'articolo completo
 
19/08/2010 Fisco: Ancot, assegni di mantenimento costano in media 5920 auro all'anno
Sulla base di quanto emerge da uno studio condotto dall'Ancot (Associazione Nazionale Consulenti Tributari) che analizza i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni del 2009 dei lavoratori dipendenti ''in Italia, su un numero complessivo di oltre ventuno milioni di contribuenti, e' pari a 57.284 il numero di coloro che versano un assegno di mantenimento al coniuge e lo indicano nella dichiarazione dei redditi". Secondo lo studio la media annuale per assegno e' pari a 5.920 euro. Anche analizzando le dichiarazioni dei redditi - spiega l'associazione - possono emergere dati interessanti su come stia cambiando la struttura sociale dell'Italia. Secondo l'Istat, la durata media del matrimonio al momento dell'iscrizione a ruolo del procedimento di separazione e' risultata nel 2008 pari a 15 anni ma lo studio Ancot evidenzia che circa un quarto delle separazioni "proviene da matrimoni di durata pari o inferiore ai sei anni". Se poi si considerano per lo stesso i soli provvedimenti di divorzio, il matrimonio dura mediamente 18 anni. "Oltre un divorzio su cinque ha riguardato, pero', matrimoni celebrati da meno di 10 anni''. Vai all'articolo completo
 
12/08/2010 Coniuge tradisce? Non sempre è sua la colpa della separazione
Non sempre può essere addebitata al coniuge che tradisce la separazione. Non è detto infatti che il tradimento sia stata la causa della crisi matrimoniale. E' quanto si desume da una sentenza della Corte di Cassazione (n.16873/2010) dove si fa notare che se di norma l'inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale determina l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza è pur sempre possibile accertare che, in concreto, non vi è alcun nesso di causalità tra l'infedeltà e la crisi di coppia. Si può escludere.
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Luglio 2010
28/07/2010 Coniuge rifiuta l’offerta di lavoro dell’ex marito? Questo rifiuto non determina la riduzione dell’assegno di mantenimento
Con la sentenza 17347 depositata il 23 luglio 2010 la Corte di cassazione ha stabilito che al coniuge che rifiuta l’offerta lavorativa del suo ex compagno non può essere ridotto l’assegno di mantenimento a meno che non si riesca a provare che il lavoro offerto sia adeguato alla sua qualifica professionale. Vai all'articolo completo
 
27/07/2010 Diritto di visita dei nonni. Impossibilità di chiedere revisioni
Dopo tre anni dalla nota sentenza n. 24423 con la quale la Suprema Corte di Cassazione aveva riconosciuto che i nonni, ai quali veniva impedito di vedere i nipoti, potessero ottenere un provvedimento che consentisse loro di incontrarsi con i nipoti, la Corte cambia il proprio orientamento sul diritto di visita dei nonni. Vai all'articolo completo
 
27/07/2010 Extracomunitario sposato con italiana? Può stare in Italia solo se convive effettivamente con coniuge
Con la sentenza n. 17346 la Corte di Cassazione ha stabilito che l’extracomunitario che sposato con un italiano deve effettivamente convivere con il coniuge per poter ricevere il permesso di soggiorno nel nostro paese. La decisione, destinata a far discutere, è l’esito del ricorso di un cittadino marocchino sposato con una cittadina italiana che aveva impugnato la decisione della Corte di merito secondo cui ci sarebbero stati elementi per ritenere la convivenza tra l’uomo e la donna fittizia. Vai all'articolo completo
 
20/07/2010 Figli bamboccioni? Ecco una guida della Cassazione per mamma e papa'
A fronte del crescente numero di cosiddetti figli 'bamboccioni' disposti a trascinare mamma e papa' sino davanti alla suprema Corte per chiedere di essere ancora mantenuti, la Cassazione ha dettato le regole su come i genitori si debbono comportare delineando entro quali limiti le richieste si possono considerare legittime e quando invece si tratta di pretese assurde. Ecco secondo Piazza Cavour quando ci si può rifiutare di mantenere i figli. Tanto per cominciare gli eterni fuori corso si possono scordare il mantenimento. Secondo gli Ermellini questi sono "colpevoli in primis del mancato guadagno" e se non rendono sugli studi e' giusto che si mettano a lavorare per rendersi indipendenti. Vai all'articolo completo
 
16/07/2010 Sesso estremo con la moglie? E' stupro anche se lei inizialmente lo accetta
Chiedere rapporti 'particolari' alla propria consorte mette a rischio di una condanna penale per stupro. L'avvertimento arriva dalla Corte di Cassazione secondo cui si tratta di violenza sessuale anche se lei, inizialmente, ha accettato quel tipo di rapporti. E' quanto emerge da una sentenza (n.27587/2010) con cui la Suprema Corte ha confermato una condanna per violenza sessuale inflitta ad un 48enne che costringeva la sua compagna ad avere rapporti anali. Nella ricostruzione del fatto la Corte evidenzia che lei, inizialmente, aveva accettato di avere rapporti 'non convenzionali' con il partner ma poi, aveva iniziato a negarli. Il marito a quel punto l'aveva costretta a subirli ancora ricorrendo anche a minacce. Vai all'articolo completo
 
10/07/2010 Comodato. Il nuovo orientamento della Cassazione. In caso di separazione tra i coniugi la casa torna ai suoceri
Con la sentenza n.15986 del 7 luglio 2010 la Suprema Corte di Cassazione ha segnato una importante svolta in tema di comodato nel caso di separazione tra i coniugi. La casa deve essere restituita ai suoceri . La Terza sezione civile, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da coppia di Lecce che aveva dato in comodato la casa di loro proprietà al figlio sposato, con prole, successivamente separatosi, richiamandosi alla normativa dettata in tema di comodato precario ha mutato il proprio precedente indirizzo Giurisprudenziale sancendo svolta di primaria importanza. Vai all'articolo completo
 
08/07/2010 Stalking. Il reato è integrato anche con due soli episodi
La Suprema Corte di Cassazione, quinta sezione penale di Cassazione, con la sentenza n. 25527 dello scorso 5 luglio, ha ammonito i giudici di merito ad emettere subito misure di sicurezza a tutela delle vittime di Stalking. Gli Ermellini hanno così sollecitato l’adozione di misure di sicurezza a fronte di atti persecutori sempre più frequentemente messi in atto da mariti o ex conviventi. Vai all'articolo completo
 
02/07/2010 Maltrattamenti in famiglia: se Tua moglie è forte puoi picchiarla, umiliarla purché manchi abitualità nella condotta di sopraffazione
Il 2 luglio 2010 è stata divulgata la pronuncia n°25138, decisa alla pubblica udienza del 12 marzo 2010: mi giro e mi rigiro tra le mani le scarne cartellette (tre) della laconica e pressoché vuota motivazione opera della Corte di Cassazione - Sezione Sesta Penale. Primissima annotazione: composizione tutta al maschile nei suoi cinque membri - Presidente Saverio Mannino, Relatore Giovanni Conti, Giudici Francesco Serpico, Francesco Ippolito e Giacomo Paoloni -. Dopo due gradi di giudizio sfociati in altrettante condanne per "continue ingiurie, minacce e percosse in Livigno dall'ottobre 2001 all'ottobre 2003", gli Ermellini di Piazza Cavour paiono incappare nelle stesse censure che rivolgono ai predecessori ed annullano senza rinvio il precedente verdetto con cui erano stati irrogati, con le attenuanti generiche, otto mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia. Vai all'articolo completo
 
Giugno 2010
26/06/2010 Ridotto il mantenimento se lui paga il mutuo
Buone notizie per i coniugi separati che debbono pagare il mantenimento alla ex. Fintanto che c'è il mutuo da pagare, la misura dell'assegno può essere ridotta. Lo ha ricordato la prima sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n.15333/2010)...   Vai all'articolo completo
 
23/06/2010 Assegni familiari per i figli delle coppie di fatto
La Corte di Cassazione, con sentenza n.14783 del 18 giugno 2010, ha ribadito il diritto per le coppie di fatto all’assegno per il nucleo familiare, per i figli naturali legalmente riconosciuti e conviventi. Il fatto ha riguardato un uomo, che, dalla convivenza more uxorio ha avuto tre figli, tutti legalmente riconosciuti, minori e conviventi con loro e a loro carico. Tuttavia, il soggetto, risultava ancora sposato con la precedente moglie, con la quale aveva convissuto pochi mesi e, dalla quale non si era legalmente separato per difficolta economiche. Sulla base di questo fatto, l’Inps negava al richiedente l’assegno per i tre figli minori (nati dalla convivenza) a suo carico. Secondo Inps, infatti, l’assegno non può essere riconosciuto perchè i tre figli, non risultano immessi nel nucleo familiare sorto con il matrimonio, in quanto, il nucleo familiare del richiedente, risulta essere ancora formalmente costituito con la moglie. Vai all'articolo completo
 
21/06/2010 Coniuge separato? Può operare detrazione del 100% per figli a carico
Con la sentenza n. 14707, depositata il 18 giugno 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che il coniuge separato può operare la detrazione del 100% per i figli a carico. Lo ha stabilito, in particolare la sezione tributaria del Palazzaccio, su ricorso di una donna separata e con due figlie a carico, affidate a lei dal giudice al momento della separazione dal marito. La protagonista della vicenda, dopo aver inserito nella dichiarazione dei redditi la detrazione totale per le figlie a carico, si era vista arriva dall’Ufficio delle Entrate un accertamento di 700 euro. Dopo varie battaglie legali, la donna aveva proposto ricorso in Cassazione, ottenendo l’accoglimento della domanda. I giudici di legittimità, in tema di Iperf, hanno infatti affermato che “la detrazione (di importo maggiore) per il coniuge a carico, (…), a partire dall'anno 1986 si applica per il primo figlio ricorrendo la duplice condizione: a) che l'altro genitore manchi o non abbia riconosciuto i figli naturali ovvero si tratti di figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente; b) che il contribuente non sia coniugato o legalmente ed effettivamente separato (terzo comma).  Vai all'articolo completo
 
17/06/2010 Va assolta madre che impedisce al marito di vedere il figlio senza atteggiamenti fraudolenti
Con la sentenza n. 23274, la corte di cassazione ha stabilito che non integra la fattispecie di reato prevista dall'388, comma 2, c.p. (concernente l'elusione di un provvedimento del giudice relativo all'affidamento di minori) la madre affidataria che, senza adottare atteggiamenti fraudolenti, non permette al marito di vedere il figlio. Pur in presenza di un decreto del giudice dei minori che, nell’attribuire l’affidamento del figlio alla madre riconosceva il diritto del padre di vederla due volte a settimana, la donna è stata prosciolta giacché, secondo la Corte, l’elusione del provvedimento del giudice non può essere equiparato ad inadempimento del provvedimento stesso: è infatti necessario che il genitore si sottragga all’obbligo con atteggiamenti fraudolenti. In questo caso si tratterebbe di mera inosservanza dell’obbligo.  Vai all'articolo completo
 
11/06/2010 Marito minaccia di morte la moglie? Legittimo sequestro armi anche se non usate per minacciare
Con la sentenza n. 21998, la sesta sezione penale della Corte di cassazione ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo delle armi da caccia, regolarmente detenute da un uomo che risultava indagato per reati come violazione degli obblighi di assistenza familiare e di minaccia grave in danno della moglie. I giudici di legittimità hanno pertanto ravvisato il “periculum in mora”, sul cui presupposto è stata legittimamente applicata la misura cautelare di tipo ablativo.  Vai all'articolo completo
 
02/06/2010 Marito violento saltuariamente con la moglie? Non integra reato di maltrattamenti ma di lesioni
Verrà condannato per lesioni e non per maltrattamenti il marito irascibile che ogni tanto picchia la moglie. Se la violenza è sporadica, e quindi non caratterizzata da abitualità e continuatività, non si configura infatti il reato di maltrattamenti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 20494 del 28 maggio 2010, precisando che “il carattere irascibile del marito, connesso ad episodi di violenza sporadica, non configura il reato di cui all’art. 572 c.p.”. Secondo la ricostruzione che emerge dalla sentenza della sesta sezione penale, sia in primo che in secondo grado, i giudici di merito avevano ritenuto responsabile dei reati di cui all’art. 572 del codice penale, il uomo violento e irascibile che episodicamente picchiava la moglie.  Vai all'articolo completo
 
Maggio 2010
31/05/2010 Moglie ha atteggiamento vessatorio contro marito in maniera non abituale? Non integra reato di maltrattamenti
Con la sentenza n. 20498 del 28 maggio 2010, la Corte di Cassazione ha stabilito che non integra il reato di maltrattamenti la moglie che, dopo aver saputo che il marito intende separarsi da lei, impedisce al coniuge, in maniera episodica e non abituale, di avere rapporti epistolari e telefonici con terzi. Secondo la ricostruzione della vicenda, una moglie, in seguito alla condotta assunta nei confronti del marito paraplegico, veniva condannata per maltrattamenti in quanto il suo comportamento, si era concretizzato in una “serie di condotte vessatorie nei confronti del coniuge paraplegico”.  Vai all'articolo completo
 
21/05/2010 Mamma e papà litigano spesso? Si all'affidamento ai servizi sociali
Anche se la regola prevista dall'art. 155 del codice civile è quella dell'affidamento condiviso dei figli può accadere che le forti conflittualità che esistono tra i genitori possano risultare pregiudizievoli per uno sviluppo psicologico equilibrato del minore. L'esistenza di aspre conflittualità tra mamma e papà possono avere gravi ripercussioni sulla salute psicologia dei figli e per questo possono costituire un valido motivo per affidare i minori ai servizi sociali. E' quanto afferma la Corte di Cassazione (sentenza n.12308/2010) che ha confermato una decisione precedentemente presa dai giudici di merito.  Vai all'articolo completo
 
16/05/2010 Padre assente e madre delirante? Equivale ad abbandono che legittima stato di adottabilità
Nel caso in cui sussista una situazione familiare che rischia di compromettere un sano sviluppo del minore, si può far luogo all'adozione giacchè il figlio è da considerarsi in uno stato di abbandono. E poco importa che vi siano delle speranze di recupero delle capacità genitoriali. E' quanto stabilisce la Corte di Cassazione (sentenza 11745/2010) rimarcando la necessità di garantire al minore una crescita armonica e compiuta. Lo stato di adottabilità del minore presuppone che sia accertata la sussistenza di una situazione grave ed irreversibile da valutarsi con riferimento alla posizione del minore.   Vai all'articolo completo
 
07/05/2010 Rischia condanna per violenza sessuale il padre che impone test di verginità alla figlia
La Corte di Cassazione si è occupata del caso di un padre Torinese che in collera per il fatto che sua figlia avesse degli atteggiamenti sessualmente troppo disinvolti l'aveva sottoposta ad un "rudimentale" test della verginità. Per umiliare sua figlia e verificare se avesse perso la verginità l'aveva denudata e aveva fugacemente introdotto le dita della mano nella vagina. Denunciato dalla figlia l'uomo veniva assolto in primo grado mentre in appello veniva condannato alla una pena di 8 mesi di reclusione per il solo reato di violenza privata.  Vai all'articolo completo
 
04/05/2010 Le nozze non sono nulle se si è brindato al divorzio
Lo Stato Italiano non può delibare una sentenza ecclesiastica che ha dichiarato la nullità del matrimonio per il solo fatto che in passato si è fatto un brindisi simbolico in favore della legge sul divorzio. Secondo la Sacra Rota l'aver fatto cin cin avrebbe dimostrato di essere di idee divorziste con esclusione del 'bonum sacramenti'. Fatto che per la Chiesa determina la nullità delle nozze. Vai all'articolo completo
 
Aprile 2010
30/04/2010 Se figlio si allontana da casa la moglie perde l'assegnazione della casa coniugale ma ha diritto a incremento dell'assegno
Tornando ancora una volta sull'argomento la Corte di Cassazione ha ricordato che il presupposto imprescindibile per l'assegnazione della casa coniugale "al coniuge non titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale è costituito dalla presenza di figli minori ancora economicamente non autosufficienti". Vai all'articolo completo
 
29/04/2010 Cause di divorzio più rapide: è legittima la pronuncia di divorzio anche se disgiunta da statuizioni di carattere economico
Con sentenza n. 9614 del 22 aprile 2010, la Suprema Corte ha riconosciuto la legittimità di una pronuncia di divorzio con la quale non vengano presi, anche, provvedimenti di carattere economico, ma con la quale vengano semplicemente confermati, provvisoriamente, i provvedimenti già disposti in sede di separazione. La ricorrente nelle propria impugnativa lamentava l’illegittimità della pronuncia con la quale i giudici di merito avevano pronunciato la sentenza di divorzio, limitandosi a confermare, in via provvisoria, i provvedimenti di separazione, e contestualmente avevano disposto che il processo proseguisse ai fini della determinazione definitiva dell’assegno di mantenimento.
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28/04/2010 Mai lasciare soli i bambini in bagno. In caso di incidente maestra è responsabile
I maestri della scuola materna non devono mai lasciare soli i bambini quando debbono andare perche' sono responsabili in caso di incidente. E' quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione che ha ricordato come la maestra e' responsabile per 'culpa in vigilando' gravando su di lei non solo "l'obbligo di istruire ed educare" gli alunni ma anche di "proteggerli". Con questa motivazione la terza sezione civile della Corte (sentenza 9906/2010) ha confermato una condanna al risarcimento inflitta al ministero della Pubblica istruzione per i danni subiti da una bambina di tre anni che aveva subito un infortunio mentre era andata in bagno. 
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23/04/2010 Casa coniugale assegnata alla ex? Marito si rassegni. Se minaccia la moglie commette estorsione 
La seconda sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza 15111/2010) ha stabilito che chi minaccia la ex moglie per indurla a lasciare la casa coniugale commette reato di estorsione. Se infatti la casa è stata affidata a lei in sede di divorzio l'ex marito si deve rassegnare. E poco importa che l'abitazione appartenga alla famiglia di lui.  Vai all'articolo completo
 
22/04/2010 Padre deve mantenere figlio nato da relazione adulterina
Il figlio nato da una relazione adulterina ha diritto ad essere mantenuto dal padre anche se non c'è mai stato un rapporto affettivo tra i due. Il giudice pertanto, nel dichiarate giudizialmente la paternità, può porre a carico del padre naturale il pagamento di un mantenimento senza essere neppure vincolato alle richieste della madre. Ciò che conta spiega la Cassazione (Sentenza 9300/2010) è che si tenga conto dell'interesse del minore. Vai all'articolo completo
 
21/04/2010 Scattano le manette per chi picchia mamma e papà per farsi dare i soldi  
Il figlio che picchia la madre e che pone in essere comportamenti violenti per avere i soldi dal proprio genitore può finire sotto processo per il reato di estorsione. A dirlo è una recente sentenza della Corte di Cassazione, depositata il 19 aprile 2010, n. 14914. Secondo la ricostruzione della vicenda, in secondo grado i giudici di merito avevano condannato il figlio a 2 anni e a 4 mesi di reclusione, per le continue violenze perpetrate ai danni dei genitori, i quali avevano confermato i maltrattamenti subiti. Il figlio invece, aveva fatto valere in giudizio la legittimità delle sue pretese, seppur violente, perché, in mancanza di un lavoro e quindi di una fonte di sostentamento, i suoi genitori avrebbero dovuto mantenerlo “per lo stretto legame di parentela” esistente. Vai all'articolo completo
 
16/04/2010 Promessa di matrimonio: Cassazione, è lecito il ripensamento ma vanno risarciti i danni
Chi non mantiene la promessa di matrimonio deve risarcire i danni alla parte ripudiata. Lo ricorda la Corte di Cassazione precisando però che "lo scioglimento di una promessa di matrimonio" è una ''espressione del diritto fondamentale della liberta' di contrarre matrimonio con la conseguenza che il recesso, anche senza giustificato motivo, non potra' mai considerarsi condotta antigiuridica''. Ciò non toglie che il "ripensamento", quando avviene senza un giusto motivo, possa avere delle conseguenze sul piano del risarcimento del danno alla parte che è stata rifiutata. Vai all'articolo completo
 
03/04/2010 Dichiarazione di adottabilità del minore a cui viene vietato dai nonni affidatari di vedere la propria madre
Il minore a cui non viene concesso di vedere la propria madre da parte dei nonni affidatari, è adottabile. Anche se i nonni si sono occupati e hanno accudito il minore, infatti, il bambino è adottabile se gli stessi nonni affidatari non gli hanno permesso di avere rapporti con la madre. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 7961 del 30 marzo 2010. Vai all'articolo completo
 
01/04/2010 Scappatella con minorenne è reato anche se giovane è consenziente
Niente sconti di pena per adulto che fa la “fuitina” con minorenne che però è consenziente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, condannando l’imputato del reato di atti sessuali con minorenne, non ha però accordato allo stesso, sulla base del presunto consenso della minorenne, nessuno sconto di pena. Secondo la Terza Sezione Penale, il consenso non si sarebbe potuto tenere in conto dato “l’incompleto sviluppo psichico” dei minori in genere. Vai all'articolo completo
 
Marzo 2010
31/03/2010 Casa coniugale alla ex anche se il figlio si è trasferito e torna a casa di rado
In caso di separazione dei coniugi la casa coniugale viene assegnata alla ex moglie anche se il figlio (divenuto maggiorenne ma non ancora autosufficiente) si è trasferito per ragioni di lavoro e fa ritorno in casa solo salutariamente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione secondo cui "la presenza del figlio, soltanto saltuaria, per la necessita' di assentarsi per motivi di studio e di lavoro, anche per non brevi periodi, non puo' far venir meno di per se' il requisito dell'abitare nella casa coniugale, sussistendo pur sempre un collegamento stabile con l'abitazione del genitore, ove il figlio ritorni ogni volta che gli impegni glielo consentano". Vai all'articolo completo
 
28/03/2010 Lavoratore genitore di più minori, di età inferiore a tre anni, con handicap ha diritto al permesso giornaliero per ciascun figlio
In tema di agevolazioni per i lavoratori genitori di minori con “handicap in situazione di gravità” di età inferiore ai tre anni e con riferimento al nucleo familiare composto da più minori con tali requisiti, la S.C.,sezione lavoro, con sentenza n. 4623/2010 (decisione della quale non constano precedenti specifici) ha riconosciuto alla lavoratrice madre, o al lavoratore padre, il diritto a fruire di due ore di permesso giornaliero retribuito per ciascun minore (Nella specie si trattava di un nucleo familiare composto da due gemelli, entrambi affetti da grave handicap). Vai all'articolo completo
 
27/03/2010 Indennità di maternità? Si della Cassazione anche se il figlio supera il sesto anno di età
Con sentenza n.6341 depositata il 16 marzo 2010, la Corte di Cassazione ha emesso una pronuncia a favore della tutela della maternità anche in caso di genitore adottivo e anche se il bambino supera il sesto anno di età. La sezione lavoro del Palazzaccio, su ricorso proposto dall’Inps, ha riconosciuto i benefici previdenziali ad una donna che si era assentata per maternità. Vai all'articolo completo
 
11/03/2010 Moglie gettata nel cassonetto: pena aumentata in appello
In data 9 marzo 2010 la Corte d’Appello delle Marche ha deciso il processo penale riguardante il notissimo caso dell’ex Direttore Artistico del Teatro Lauro Rossi di Macerata che, separato da alcuni mesi, venne arrestato il 4 luglio 2006, poche ore dopo il fortunoso ritrovamento della moglie all’interno di un cassonetto della spazzatura in località periferica, pressoché in fin di vita dopo un tentativo di strangolamento con il filo del telefono. L’imputato aveva fatto visita alla ex di primo mattino recando con sé un pacchetto di paste, ma anche un bastone. Le aveva legato le mani con del nastro adesivo e l’aveva chiusa in un sacco porta abiti di quelli in uso in ambito teatrale. Vai all'articolo completo
 
11/03/2010 Clandestino va espulso anche se i figli vanno a scuola
Con una sentenza che ha già sollevato reazioni nel mondo politico la Corte di Cassazione ha stabilito che i clandestini possono essere allontanati dal territorio italiano anche se hanno dei figli che vanno a scuola. Secondo gli Ermellini la scolarizzazione rientrerebbe in una situazione "ordinaria" che non legittima la permanenza degli irregolari. Una decisione che si pone in contrasto con quanto la stessa Corte aveva in precedenza affermato consentendo invece la permanenza nel territorio italiano dei clandestini con figli in eta' scolare. Nella precedente decisione la Corte aveva fatto riferimento al bisogno di garantire una "crescita armonica" ai minori. Vai all'articolo completo
 
06/03/2010 Scopre che non è suo figlio? Deve comunque mantenerlo. Fino alla sentenza di disconoscimento
Chi è tenuto agli obblighi di assistenza famigliare non se ne può sottrarre per il solo fatto di aver scoperto che il minore non è il proprio figlio. Lo afferma a chiare note la Corte di Cassazione spiegando che l'obbligo del mantenimento dura fino a quando "la paternita' non sia disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a quando non sia passata in giudicato la sentenza del giudice civile che accolga la domanda giudiziale". La decisione è della VI Sezione penale (sentenza n. 8998/2010) che ha respinto il ricorso di un padre milanese condannato dai giudici di merito per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio di 10 anni per un periodo di quasi due anni.  Vai all'articolo completo
 
Febbraio 2010
24/02/2010 Assegno divorzile va riconosciuto anche alla ex benestante
Al fine di determinare la misura dell'assegno di divorzio è sempre necessario compiere una verifica sulla c.d. inadeguatezza dei mezzi a disposizione del coniuge richiedente in relazione al tenore di vita avuto durante il matrimonio e che presumibilmente sarebbe proseguito se l'unione non si fosse sciolta. Poco importa che la moglie abbia una posizione professionale di rilievo. Se c'è una disparità economica tra le parti, di questo occorre tenere conto. E' quanto emerge da una sentenza della prima sezione civile della Corte di Cassazione (n. 4079/2010) in cui si sottolinea che l'inadeguatezza si valuta attraverso una comparazione tra quella che è l'attuale situazione patrimoniale e reddituale del richiedente e quella della famiglia al momento della rottura del rapporto Vai all'articolo completo
 
18/02/2010 Le offese subite dai figli offendono anche i genitori
Una parola di troppo nei confronti dei figli offende anche i genitori che sono responsabili della loro educazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha convalidato una condanna per lesioni personali e ingiuria nei confronti di un uomo accusato tra le altre cose di aver offeso una ragazza in presenza del padre. L'uomo nel corso del giudizio si era difesa affermando che le offese maggiori erano rivolte alla ragazza che però non lo aveva querelato.  Vai all'articolo completo
 
Gennaio 2010
17/02/2010 Errore sanitario? Al figlio del paziente deceduto va risarcita anche la paghetta
Se un paziente muore a seguito di un errore medico, il figlio ha diritto ad essere risarcito anche della "paghetta". Poco importa che sia già maggiorenne ed economicamente indipendente. Si tratta sempre e comunque di un danno patrimoniale. E' quanto ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione (n. 1524/2010) in relazione al decesso di una donna dovuto ad un errore del chirurgo. Il caso è finito al vaglio della suprema Corte non tanto in relazione all'accertamento della responsabilità medica quanto alle voci di danno oggetto di richiesta risarcitoria da parte del figlio
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16/02/2010 No alla visita psicologica sul minore senza autorizzazione del coniuge affidatario
Lo psicologo che nell'ambito dell'esercizio della sua pofessione sottoponga a visita un minorenne su richiesta del genitore non affidatario è passibile di sanzione disciplinare. E' quanto stabilisce la terza sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 3075/2010) ricordando che per eseguire la visita psicologica è necessario il consenso del genitore che ha l'affidamento esclusivo del figlio.  Vai all'articolo completo
28/01/2010 La ex va a vivere con un altro e ci fa un figlio? Non perde il diritto all'assegno  
Anche se la ex è andata a vivere con un altro e dalla nuova relazione è nato un figlio non viene meno per questo l'obbligo del marito di corrispondere l'assegno divorzile. Parola di Cassazione Vai all'articolo completo
 
20/01/2010 Non commette reato madre che rifiuta di lasciare il figlio al padre per motivi di salute
Non commette reato la madre che nega al padre l'incontro con il figlio se il rifiuto avviene per ragioni di salute del minore. Lei quindi può rifiutare di lasciare il bambino nelle mani del padre anche se si tratta dei giorni che sono stati stabiliti in sede di separazione. 
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19/01/2010 Scattano le manette per i genitori bacchettoni! Anche un solo schiaffo dato al figlio è reato La Cassazione ha detto stop ai metodi educativi da bacchettoni. Ed avverte i genitori: basta un solo schiaffo dato al figlio per far scattare le manette. La decisione è della quinta sezione penale della Corte che fa notare come anche l'isolato ceffone ''quando sia vibrato con tale violenza da cagionare pericolo di malattia e' sufficiente a fare avverare l'ipotesi criminosa prevista dall'art. 571 c.p.'' relativa all'abuso dei mezzi di correzione. Vai all'articolo completo
 
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