|
Dicembre 2010 |
29/12/2010
No al permesso di soggiorno al minore se non
inserito in un progetto d’integrazione sociale
No al permesso di soggiorno al
minore non accompagnato in assenza di un progetto di
integrazione sociale. È questo il principio di
diritto che emerge dalla motivazione dei giudici di
legittimità del Tar Campania, messa nero su bianco
nella sentenza n. 27535 del 16 dicembre scorso. Con
tale sentenza, il tribunale amministrativo campano
ha rigettato il ricorso di un ragazzo proveniente
dal Bangladesh che, pur non essendo accompagnato,
aveva richiesto il rilascio del permesso di
soggiorno (per motivi di studio, di accesso al
lavoro subordinato o autonomo, per esigenze
sanitarie o di cura). In particolare i giudici di
legittimità di primo grado, hanno affermato che la
fattispecie rientra nell’ambito di operatività
dell’art. 32 del d.lgs. 286/1998, in cui vengono
elencate le condizioni per il rilascio del permesso
di soggiorno.
Vai
all'articolo completo |
|
|
16/12/2010
La condanna penale non preclude affido condiviso
La sesta sezione penale della
Corte di Cassazione (sentenza 24841/2010) ha
stabilito che l'affidamento condiviso è una regola a
cui si può derogare solo se la sua applicazione
risulti pregiudizievole agli interessi del minore.
Per questo secondo i giudici di Piazza Cavour una
eventuale pronuncia di affidamento esclusivo "dovrà
essere sorretta da una motivazione non piú solo in
positivo sulla idoneità dei genitore affidatario, ma
anche in negativo sulla inidoneità educativa ovvero
manifesta carenza dell’altro genitore."
Vai
all'articolo completo |
|
|
04/12/2010
Tar Lazio: la moglie ha diritto di accesso ai CUD
dell'ex marito
In caso di separazione la ex moglie
ha diritto ad accedere ai CUD dell’ex marito per poter prendere
conoscenza di eventuali indennità percepite che non rientrano
nella dichiarazione dei redditi. Lo ha stabilito una recente
sentenza del Tar Lazio (la numero 35020/2010) spiegando che i
CUD non rientrano nei casi di esclusione dal diritto di accesso
(disciplinati dall’art. 24, comma 1 lett. b della legge n.
241/1990).
Vai
all'articolo completo |
|
|
03/12/2010
La distanza dei genitori non preclude l'affidamento
condiviso
Anche se mamma e papa' vivono a notevole distanza
creando oggettive difficoltà di gestione dei rapporti con i
figli, il giudice può comunque disporre l'affidamento condiviso.
Lo ha stabilito la sesta sezione civile della Corte di
Cassazione (sentenza n.24526/2010) ricordando che l'affidamento
a un solo genitore è un'ipotesi residuale rispetto
all'affidamento ad entrambi che può ricorrere solo in presenza
di circostanze tali da far ritenere contrario all'interesse del
minore l'affidamento condiviso. Ciò accade in particolare
in caso di manifesta carenza o inidoneità educativa
di uno dei genitori.
Vai
all'articolo completo |
|
|
|
Novembre 2010 |
29/11/2010
Matrimonialisti favorevoli all'ipotesi di un polizza
per garantire alimenti
L'Associazione avvocati
matrimonialisti italiani si è dicharata favorevole
all'ipotesi di una polizza per assicurare gli
alimenti mensili non versati in caso di divorzio. Su
quest'idea, arrivata dalla Francia, l'Avv.Gian
Ettore Gassani, presidente nazionale
dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani,
ha dichiarato di essere d'accordo "perche' il 30 %
degli assegni di mantenimento sono oggetto contesa o
vengono versati in quantita' ridotta o non vengono
proprio erogati. La morosita' di molti mariti e'
nota ed e' diventato un dramma sociale". Come spiega
Gassani "Dopo le separazioni spesso si generano due
situazioni estreme: padri sotto i ponti e madri che
non ricevono assegni per i figli. L'assicurazione
per gli assegni di mantenimento sarebbe
importante per garantire a una donna e ai suoi figli
di andare avanti".
Vai
all'articolo completo |
|
|
25/11/2010
No al mantenimento del figlio maggiorenne se ha in
precedenza lavorato
La Corte di Cassazione, con la
sentenza n. 23590 del 22 novembre 2010, ha affermato
l'esclusione dell'obbligo del genitore separato al
mantenimento del figlio maggiorenne che, sebbene non
autosufficiente economicamente, ha in passato
iniziato ad espletare un'attività lavorativa a tempo
determinato. Nel caso di specie una donna separata
si era vista ridurre, dal giudice di primo grado,
l'assegno di mantenimento corrispostole dal marito
sulla base della diminuzione dei redditi di lui, del
miglioramento della situazione patrimoniale di lei e
della raggiunta indipendenza economica del figlio,
ormai divenuto maggiorenne; successivamente, in sede
di gravame, l'assegno per il mantenimento veniva
ridotto ulteriormente, con la cessazione
dell'assegno di mantenimento del figlio
maggiorenne.
Vai
all'articolo completo |
|
|
23/11/2010
Picchiare il partner davanti ai figli integra il
reato di maltrattamenti in danno dei minori
Con la sentenza n. 41142
depositata il 22 novembre, la Corte di Cassazione ha
stabilito che integra il reato di maltrattamenti
contro i figli, il comportamento del genitore che
picchia l’altro coniuge davanti ai minori. La Corte
ha infatti spiegato che per la configurazione del
reato di cui all’art. 572 del codice penale, non
rileva il fatto che le violenze siano state
indirizzate verso un altro “soggetto passivo” (in
questo caso, l’altro coniuge) perché quello che
conta è l’ostilità che quel clima di violenza crea
all’interno della famiglia e in danni dei bambini
testimoni oculari delle aggressioni.
Vai
all'articolo completo |
|
|
19/11/2010
Diritto alla
contribuzione figurativa anche per le lavoratrici
non assunte durante il congedo di maternità
La Sezione Lavoro della Corte
di Cassazione, con sentenza n. 23037 del 12 novembre
2010, ha affermato il principio di diritto per cui
"la contribuzione figurativa spetta, a domanda,
anche per i congedi per maternità non in costanza
del rapporto di lavoro subordinato (quale che fosse,
all'epoca, la gestione assicurativa di iscrizione ed
anche in caso di lavoratrice inoccupata) a
condizione che la lavoratrice sia in possesso di
cinque anni di contribuzione AGO in costanza di
rapporto di lavoro e alla data del 27.04.2001 non
sia pensionata e sia iscritta all'AGO." Nel caso di
specie l'INPS proponeva ricorso in Cassazione
avverso la sentenza della Corte d'Appello di Torino
che, confermando la statuizione di primo grado,
accoglieva la domanda proposta da una lavoratrice
nei confronti dell'INPS per ottenere l'accredito dei
contributi figurativi per i periodi di astensione
obbligatoria per maternità in applicazione del
disposto dell'art. 25 del D.Lgs. 151/2001.
Vai
all'articolo completo |
|
|
16/11/2010
No al risarcimento
danni per non essere diventato padre a chi è
ingiustamente detenuto
Un uomo ingiustamente
detenuto in carcere con l'accusa di omicidio per ben
11 anni, cinque mesi e ventisei giorni e poi assolto
a seguito di revisione del processo, ha chiesto di
essere risarcito per il fatto di non essere
diventato padre. La suprema Corte però (Terza
sezione penale, sentenza n.40094/2010) gli ha negato
il diritto al risarcimento. Secondo gli Ermellini,
infatti, non ci può essere risarcimento per la
mancata paternita' perche' tale impossibilita'
costituisce una "conseguenza naturale della perdita
della liberta' personale".
Vai
all'articolo completo |
|
|
09/11/2010
Va risarcito il coniuge
tradito. Ammesso anche il riscatto morale
Anche il tradimento può dare
diritto al risarcimento del danno in favore del
coniuge tradito. Mogli e mariti che hanno subito un
tradimento possono in qualche modo trovare una
soddisfazione economica attraverso diverse forme di
riscatto che la giurisprudenza mette loro a
disposizione. In una scheda Adnkronos, la nota
agenzia di stampa, passa in rassegna una serie di
casi di coniugi 'cornificati' che, non riuscendo a
mettersi l'animo in pace per il torto subito, si
sono rivolti alla giustizia. Molteplice la
casistica. Si parte dalla Capitale dove una donna si
è vista accordare dalla Suprema Corte il diritto al
risarcimento per essere stata tradita dal marito. A
lui è stata addebitata la colpa della separazione
anche perchè aveva sbandierato il tradimento ai
quattro venti diffondendo la notizia dell'adulterio
con dovizia di particolari nell'ambiente degli amici
comuni.
Vai
all'articolo completo |
|
|
08/11/2010
Furto in casa della
suocera? Nessuno sconto di pena anche se i soldi
servivano per le nozze
Non c'è giustificazione che
tenga. Il furto in casa della mamma di lei fatto al
solo scopo di potersi sposare resta comunque un
reato e non ci possono essere sconti di pena. Lo ha
stabilito la Corte di cassazione occupandosi del
caso di un ragazzo che in vista del matrimonio aveva
deciso di
"raggranellare" un pò di denaro rubando a casa della futura
suocera. Introducendosi nell'abitazione della madre della sua
fidanzata aveva rubato gioielli per un valore di circa 30mila
euro e denaro contante per 700 euro.
Vai
all'articolo completo |
|
|
07/11/2010
La ex va mantenuta anche se ha rifiutato un posto di
lavoro
Cattive notizie per gli uomini
separati. Se la ex rifiuta lavori che ritiene poco
adatti bisogna continuare a mantenerla. Lo afferma
la prima sezione civile della Corte di Cassazione
(sentenza n. 22504/2010) che ha respinto un ricorso
presentato da un ex marito intenzionato ad annullare
l'assegno divorzile per la sua ex che aveva detto no
ad un'offerta lavorativa preferendo tornare all'universita'.
L'uomo si era rivolto alla suprema Corte chiedendo
di annullare il mantenimento perchè la sua ex moglie
aveva rifiutato un posto da segretaria con la scusa
che il lavoro era lontano da casa e si era ritenuta
inadatta al tipo di mansioni offerte.
Vai
all'articolo completo |
|
|
|
Ottobre 2010 |
23/10/2010
Multa al genitore che non rispetta regole
dell'affido condiviso
Giro di vite della Cassazione
contro i genitori che non rispettano le regole
fissate dall'affidamento condiviso. Il giudice,
secondo la Corte, può infatti multare i genitore
indisciplinato che tiene un comportamento
"inadempiente o pregiudizievole" nei confronti dei
figli. La decisione è della prima sezione civile
della Cassazione (sentenza 21718/2010) chiamata a
intervenire nel caso di una coppia che continuava a
litigare su dove dovesse abitare il figlio affidato
ad entrambi ma collocarlo presso la madre. La donna
aveva poi cambiato la sua residenza e la Corte
d'appello di Napoli aveva così disposto il
collocamento del minore presso il padre ammonendo la
madre e richiamandola "ad attenersi alle modalita'
di gestione dell'affidamento".
Vai
all'articolo completo |
|
|
23/10/2010
Minorenni ammessi al lavoro: obblighi del datore di
lavoro
L'art. 8, comma primo della L. 17 ottobre 1967, n.
977 ("Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti")
prevede che i bambini e gli adolescenti "possono essere
ammessi al lavoro purché siano riconosciuti idonei
all'attività lavorativa cui saranno adibiti a seguito di
visita medica". Tale disciplina trova una deroga espressa
nell'art. 2 della medesima Legge, che precisa "Le norme
della presente legge non si applicano agli adolescenti
addetti a lavori occasionali o di breve durata concernenti:
a) servizi domestici prestati in ambito familiare; b)
prestazioni di lavoro non nocivo, né pregiudizievole, né
pericoloso, nelle imprese a conduzione familiare."E’ proprio
sulla base di quest'ultima prescrizione che un datore di
lavoro, condannato per aver ammesso al lavoro persone
minorenni senza sottoporle al prescritto accertamento
sanitario preventivo, propone ricorso in Cassazione
evidenziando che la sua condotta non costituisce reato in
forza della causa di giustificazione prevista dall'art. 2,
L. 977/1967 e contro la sentenza del Tribunale che rilevava
l'insussistenza sia della breve durata che della natura
occasionale della prestazione lavorativa. La Terza Sezione
Penale della Corte di Cassazione, con sentenza n. 35706 del
5 ottobre 2010, ha dichiarato inammissibile il motivo di
ricorso, in quanto manifestamente infondato, ritenendo
logico e corretto il ragionamento giustificativo svolto dal
Tribunale
Vai
all'articolo completo |
|
|
20/10/2010
Promette al genitore di assumere i figli in cambio
di denaro? Rischia una condanna per truffa
La Seconda sezione della Corte
di Cassazione Penale (sentenza n. 35352/2010),
rigettando il ricorso di un funzionario delle poste
- condannato per truffa aggravata per aver
falsamente promesso a dei genitori l'assunzione
delle figlie in cambio di denaro - stabilisce che
"il traffico di posti di lavoro, anche al di fuori
di ipotesi riconducibili al delitto di corruzione o
di millantato credito, costituisce comunque causa
illecita perché contraria non tanto al buon
costume
(concetto che evoca, più propriamente,
le prestazioni contrarie alle regole della morale
sessuale o della decenza), quanto all'ordine
pubblico."
Vai
all'articolo completo |
|
|
17/10/2010
Coniuge traditore non ha colpa se crisi preesiste.
Ma non deve raccontare agli amici della relazione
extraconiugale
La Corte di Cassazione
tornando ancora una volta sull'argomento del
tradimento ha ribadito che la violazione
dell'obbligo di
fedeltà coniugale, che di norma rende
intollerabile la prosecuzione della convivenza, non
può comportare l'addebito della separazione se
risulta che il tradimento "non abbia avuto incidenza
causale nel determinare la crisi coniugale" siccome
questa già preesisteva ad un menage solo formale. La
decisione è della prima sezione civile della
Corte di
Cassazione (Sentenza n. 21245/2010) che però
avverte: guai a raccontare agli amici della
relazione extraconiugale.
Vai
all'articolo completo |
|
|
12/10/2010
Multa a mamma e papa' se fanno mancare l'affetto
Il disinteresse morale per i
figli va sanzionato al pari del mancato pagamento
degli alimenti. Lo stabilisce una sentenza della
Corte di Cassazione secondo cui chi fa mancare
l'affetto alla prole commette il reato previsto e
punito dall'art. 570 c.p. che punisce la violazione
degli obblighi di assistenza familiare. La decisione
è della Sesta sezione penale della Corte che ha
convalidato una condanna al pagamento di una multa
di cento euro e a 20 giorni di reclusione, nei
confronti di un padre separato che aveva tenuto "una
condotta contraria alla morale delle famiglie"
disinteressandosi di loro.
Vai all'articolo
completo |
|
|
10/10/2010
Carcere a chi indottrina i figli al furto
Giro di vite della Cassazione
contro chi educa i figli al furto. Secondo Piazza
Cavour inaccettabile che un genitore tratti i figli
"alla stregua di cose", "indottrinanandoli" per
commettere furti nelle abitazioni. Così la Corte ha
confermato un provvedimento di custodia cautelare
nei confronti di un rom che aveva venduto la figlia
per 200 mila euro ad un altro nucleo rom
indottrinandola su come compiere furti nelle
abitazioni. Per difendersi dall'accusa di riduzione
in schiavitu' il l'uomo di è difeso spiegando che i
soldi ricevuti non erano frutto di una
"compravendita" della ragazza ma una semplice
"dote". La Corte (Quinta sezione penale) respingendo
il ricorso ha fatto notare che già il Tribunale "con
ragionamento immune da manifesta illogicita', ha
spiegato che la minore era utilizzata dai genitori e
principalmente dal padre per commettere furti in
abitazione, tanto e' vero che la ragazza venne
arrestata proprio in occasione di uno di tali furti.
Vai
all'articolo completo |
|
|
01/10/2010
Padre che strattona il figlio risponde di lesioni
volontarie se provoca colpo di frusta
Integra il reato di lesioni volontarie, il
comportamento del padre che, strattonando suo figlio, gli
provoca il cd. “colpo di frusta”. E poco importa se l'intenzione
del padre non fosse quella di farle del male. E' quanto
stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza n. 35075,
depositata il 29 settembre 2010. Una decisione presa a seguito
del ricorso proposto dal padre di un bambino che era stato già
condannato dal tribunale di Milano per lesioni volontarie. Nel
ricorso l'imputato aveva cercato di difendersi sostenendo
l'assenza di dolo.
Vai
all'articolo completo |
|
|
|
Settembre 2010 |
26/09/2010
Coppie di fatto: No al ricongiungimento
familiare dell’extracomunitario con la compagna
cittadina italiana
Non hanno diritto al
ricongiungimento familiare le coppie di fatto anche
se in attesa di un bambino. Lo ha deciso la Corte di
Cassazione con la sentenza n. 20134 depositata il 23
settembre, esito del ricorso di un cittadino
extracomunitario che richiedeva il ricongiungimento
familiare con la propria compagna in attesa di un
bambino. L’uomo aveva proposto ricorso avverso il
decreto del prefetto chiedendo che l’art. 19, comma
2, lett. d) del T.U. sull’immigrazione (d.lgs.
286/1998) venisse interpretato in maniera “conforme
ai principi enunciati dalla Convenzione Europea dei
diritti dell’uomo, in modo tale da non creare
contrasto tra la normativa interna italiana e quella
internazionale”. Chiedeva pertanto che l’art. 19
venisse interpretato “nel senso di estendere il
divieto di espulsione previsto per il marito della
donna in stato di gravidanza, anche al convivente
more uxorio”.
Vai
all'articolo completo |
|
|
22/09/2010 Immigrato
che divorzia non perde il diritto al permesso di
soggiorno se il matrimonio è durato tre anni
Se le nozze sono durate almeno
tre anni l'extracomunitario che divorzia non perde
il diritto al rinnovo del permesso di soggiorno. Lo
ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza
n.19893/2010), affermando che l'immigrato in tal
caso ha diritto a restare nel territorio Italiano.
L'unica condizione è che il matrimonio "sia durato
almeno tre anni, di cui almeno uno nel territorio
nazionale prima dell'inizio del procedimento di
divorzio o di annullamento".
Vai
all'articolo completo |
|
|
17/09/2010 Commette
reato coniuge affidatario che non comunica all'altro
genitore il cambio di residenza
Con la sentenza n. 33719 la
Corte di Cassazione ha stabilito che integra reato
il comportamento del coniuge affidatario dei figli
che non fa sapere all’ex partner la residenza e il
numero di telefono dei figli affidati. Secondo
infatti il giudizio dei giudici di cassazione, tale
comportamento “omissivo” consistente nel non
comunicare i nuovi recapiti, va ad incidere sulla
serenità del rapporto con il genitore non
affidatario.
Vai
all'articolo completo |
|
|
|
Agosto 2010 |
21/08/2010 Per
l'addebito della separazione non basta accertare la
violazione dei doveri reciproci dei coniugi
La Corte di Cassazione ha
stabilito che in caso di separazione personale dei
coniugi, la pronuncia di addebito "non può fondarsi
sulla sola violazione dei doveri posti dall’art. 143
c.c.". La norma che tratta dei "Diritti e doveri
reciproci dei coniugi" prevede tra le altre cose il
dovere reciproco di fedeltà, di assistenza morale e
materiale, di collaborazione nell'interesse della
famiglia, di coabitazione e di contribuzione ai
bisogni della famiglia. Secondo la Corte (sentenza
n. 16614/2010) per motivare l'addebito è necessario
accertare se tale violazione, "lungi dall’essere
intervenuta quando era già maturata e in conseguenza
di una situazione di intollerabilità della
convivenza, abbia, viceversa, assunto efficacia
causale nel determinarsi della crisi del rapporto
coniugale".
Vai
all'articolo completo |
|
|
19/08/2010 Fisco:
Ancot, assegni di mantenimento costano in media 5920
auro all'anno
Sulla base di quanto emerge da
uno studio condotto dall'Ancot (Associazione
Nazionale Consulenti Tributari) che analizza i dati
del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi
alle dichiarazioni del 2009 dei lavoratori
dipendenti ''in Italia, su un numero complessivo di
oltre ventuno milioni di contribuenti, e' pari a
57.284 il numero di coloro che versano un assegno di
mantenimento al coniuge e lo indicano nella
dichiarazione dei redditi". Secondo lo studio la
media annuale per assegno e' pari a 5.920 euro.
Anche analizzando le dichiarazioni dei redditi -
spiega l'associazione - possono emergere dati
interessanti su come stia cambiando la struttura
sociale dell'Italia. Secondo l'Istat, la durata
media del matrimonio al momento dell'iscrizione a
ruolo del procedimento di separazione e' risultata
nel 2008 pari a 15 anni ma lo studio Ancot evidenzia
che circa un quarto delle separazioni "proviene da
matrimoni di durata pari o inferiore ai sei anni".
Se poi si considerano per lo stesso i soli
provvedimenti di divorzio, il matrimonio dura
mediamente 18 anni. "Oltre un divorzio su cinque ha
riguardato, pero', matrimoni celebrati da meno di 10
anni''.
Vai
all'articolo completo |
|
|
12/08/2010 Coniuge
tradisce? Non sempre è sua la colpa della
separazione
Non sempre può essere addebitata al coniuge che
tradisce la separazione. Non è detto infatti che il
tradimento sia stata la causa della crisi
matrimoniale. E' quanto si desume da una sentenza
della Corte di Cassazione (n.16873/2010) dove si fa
notare che se di norma l'inosservanza dell’obbligo
di fedeltà coniugale determina l'intollerabilità
della prosecuzione della convivenza è pur sempre
possibile accertare che, in concreto, non vi è alcun
nesso di causalità tra l'infedeltà e la crisi di
coppia. Si può escludere.
Vai
all'articolo completo |
|
|
|
Luglio 2010 |
28/07/2010
Coniuge rifiuta l’offerta di
lavoro dell’ex marito? Questo rifiuto non determina
la riduzione dell’assegno di mantenimento
Con la sentenza 17347
depositata il 23 luglio 2010 la Corte di cassazione
ha stabilito che al coniuge che rifiuta l’offerta
lavorativa del suo ex compagno non può essere
ridotto l’assegno di mantenimento a meno che non si
riesca a provare che il lavoro offerto sia adeguato
alla sua qualifica professionale.
Vai
all'articolo completo |
|
|
27/07/2010
Diritto di visita dei nonni. Impossibilità di
chiedere revisioni
Dopo tre anni dalla nota
sentenza n. 24423 con la quale la Suprema Corte di
Cassazione aveva riconosciuto che i nonni, ai quali
veniva impedito di vedere i nipoti, potessero
ottenere un provvedimento che consentisse loro di
incontrarsi con i nipoti, la Corte cambia il proprio
orientamento sul diritto di visita dei nonni.
Vai
all'articolo completo |
|
|
27/07/2010
Extracomunitario sposato con italiana? Può stare in
Italia solo se convive effettivamente con coniuge
Con la sentenza n. 17346 la
Corte di Cassazione ha stabilito che
l’extracomunitario che sposato con un italiano deve
effettivamente convivere con il coniuge per poter
ricevere il permesso di soggiorno nel nostro paese.
La decisione, destinata a far discutere, è l’esito
del ricorso di un cittadino marocchino sposato con
una cittadina italiana che aveva impugnato la
decisione della Corte di merito secondo cui ci
sarebbero stati elementi per ritenere la convivenza
tra l’uomo e la donna fittizia.
Vai
all'articolo completo |
|
|
20/07/2010
Figli bamboccioni? Ecco una
guida della Cassazione per mamma e papa'
A fronte del crescente numero
di cosiddetti figli 'bamboccioni' disposti a
trascinare mamma e papa' sino davanti alla suprema
Corte per chiedere di essere ancora mantenuti, la
Cassazione ha dettato le regole su come i genitori
si debbono comportare delineando entro quali limiti
le richieste si possono considerare legittime e
quando invece si tratta di pretese assurde. Ecco
secondo Piazza Cavour quando ci si può rifiutare di
mantenere i figli. Tanto per cominciare gli eterni
fuori corso si possono scordare il mantenimento.
Secondo gli Ermellini questi sono "colpevoli in
primis del mancato guadagno" e se non rendono sugli
studi e' giusto che si mettano a lavorare per
rendersi indipendenti.
Vai
all'articolo completo |
|
|
16/07/2010
Sesso estremo con la moglie?
E' stupro anche se lei
inizialmente lo accetta
Chiedere rapporti
'particolari' alla propria consorte mette a rischio
di una condanna penale per stupro. L'avvertimento
arriva dalla Corte di Cassazione secondo cui si
tratta di violenza sessuale anche se lei,
inizialmente, ha accettato quel tipo di rapporti. E'
quanto emerge da una sentenza (n.27587/2010) con cui
la Suprema Corte ha confermato una condanna per
violenza sessuale inflitta ad un 48enne che
costringeva la sua compagna ad avere rapporti anali.
Nella ricostruzione del fatto la Corte evidenzia che
lei, inizialmente, aveva accettato di avere rapporti
'non convenzionali' con il partner ma poi, aveva
iniziato a negarli. Il marito a quel punto l'aveva
costretta a subirli ancora ricorrendo anche a
minacce.
Vai
all'articolo completo |
|
|
10/07/2010
Comodato. Il nuovo orientamento della Cassazione. In
caso di separazione tra i coniugi la casa torna ai
suoceri
Con la sentenza n.15986 del 7 luglio 2010 la Suprema
Corte di Cassazione ha segnato una importante svolta
in tema di comodato nel caso di separazione tra i
coniugi. La casa deve essere restituita ai suoceri .
La Terza sezione civile, chiamata a pronunciarsi sul
ricorso presentato da coppia di Lecce che aveva dato
in comodato la casa di loro proprietà al figlio
sposato, con prole, successivamente separatosi,
richiamandosi alla normativa dettata in tema di
comodato precario ha mutato il proprio precedente
indirizzo Giurisprudenziale sancendo svolta di
primaria importanza. Vai
all'articolo completo |
|
|
08/07/2010
Stalking. Il reato è integrato anche con due soli
episodi
La Suprema Corte di Cassazione, quinta sezione
penale di Cassazione, con la sentenza n. 25527 dello
scorso 5 luglio, ha ammonito i giudici di merito ad
emettere subito misure di sicurezza a tutela delle
vittime di Stalking. Gli Ermellini hanno così
sollecitato l’adozione di misure di sicurezza a
fronte di atti persecutori sempre più frequentemente
messi in atto da mariti o ex conviventi. Vai
all'articolo completo |
|
|
02/07/2010
Maltrattamenti in famiglia: se Tua moglie è forte
puoi picchiarla, umiliarla purché manchi abitualità
nella condotta di sopraffazione
Il 2 luglio 2010 è stata divulgata la pronuncia
n°25138, decisa alla pubblica udienza del 12 marzo 2010: mi giro
e mi rigiro tra le mani le scarne cartellette (tre) della
laconica e pressoché vuota motivazione opera della Corte di
Cassazione - Sezione Sesta Penale. Primissima annotazione:
composizione tutta al maschile nei suoi cinque membri -
Presidente Saverio Mannino, Relatore Giovanni Conti, Giudici
Francesco Serpico, Francesco
Ippolito e Giacomo Paoloni -. Dopo due gradi di
giudizio sfociati in altrettante condanne per
"continue ingiurie, minacce e percosse in Livigno
dall'ottobre 2001 all'ottobre 2003", gli Ermellini
di Piazza Cavour paiono incappare nelle stesse
censure che rivolgono ai predecessori ed annullano
senza rinvio il precedente verdetto con cui erano
stati irrogati, con le attenuanti generiche, otto
mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia. Vai
all'articolo completo |
|
|
|
Giugno 2010 |
26/06/2010
Ridotto il mantenimento se lui paga il mutuo
Buone notizie per i coniugi separati che
debbono pagare il mantenimento alla ex. Fintanto che
c'è il mutuo da pagare, la misura dell'assegno può
essere ridotta. Lo ha ricordato la prima sezione
civile della Corte di Cassazione (sentenza
n.15333/2010)...
Vai
all'articolo completo |
|
|
23/06/2010
Assegni familiari per i figli delle coppie di fatto
La Corte di Cassazione, con
sentenza n.14783 del 18 giugno 2010, ha ribadito il
diritto per le coppie di fatto all’assegno per il
nucleo familiare, per i figli naturali legalmente
riconosciuti e conviventi. Il fatto ha riguardato un
uomo, che, dalla convivenza more uxorio ha avuto tre
figli, tutti legalmente riconosciuti, minori e
conviventi con loro e a loro carico. Tuttavia, il
soggetto, risultava ancora sposato con la precedente
moglie, con la quale aveva convissuto pochi mesi e,
dalla quale non si era legalmente separato per difficolta economiche. Sulla base di questo fatto,
l’Inps negava al richiedente l’assegno per i tre
figli minori (nati dalla convivenza) a suo carico.
Secondo Inps, infatti, l’assegno non può essere
riconosciuto perchè i tre figli, non risultano
immessi nel nucleo familiare sorto con il
matrimonio, in quanto, il nucleo familiare del
richiedente, risulta essere ancora formalmente
costituito con la moglie. Vai
all'articolo completo |
|
|
21/06/2010
Coniuge separato? Può operare detrazione del 100%
per figli a carico
Con la sentenza n. 14707,
depositata il 18 giugno 2010, la Corte di Cassazione
ha stabilito che il coniuge separato può operare la
detrazione del 100% per i figli a carico. Lo ha
stabilito, in particolare la sezione tributaria del
Palazzaccio, su ricorso di una donna separata e con
due figlie a carico, affidate a lei dal giudice al
momento della separazione dal marito. La
protagonista della vicenda, dopo aver inserito nella
dichiarazione dei redditi la detrazione totale per
le figlie a carico, si era vista arriva dall’Ufficio
delle Entrate un accertamento di 700 euro. Dopo
varie battaglie legali, la donna aveva proposto
ricorso in Cassazione, ottenendo l’accoglimento
della domanda. I giudici di legittimità, in tema di
Iperf, hanno infatti affermato che “la detrazione
(di importo maggiore) per il coniuge a carico, (…),
a partire dall'anno 1986 si applica per il primo
figlio ricorrendo la duplice condizione: a) che
l'altro genitore manchi o non abbia riconosciuto i
figli naturali ovvero si tratti di figli adottivi,
affidati o affiliati del solo contribuente; b) che
il contribuente non sia coniugato o legalmente ed
effettivamente separato (terzo comma).
Vai all'articolo completo |
|
|
17/06/2010
Va assolta madre che impedisce al marito di vedere
il figlio senza atteggiamenti fraudolenti
Con la sentenza n. 23274, la
corte di cassazione ha stabilito che non integra la
fattispecie di reato prevista dall'388, comma 2,
c.p. (concernente l'elusione di un provvedimento del
giudice relativo all'affidamento di minori) la madre
affidataria che, senza adottare atteggiamenti
fraudolenti, non permette al marito di vedere il
figlio. Pur in presenza di un decreto del giudice
dei minori che, nell’attribuire l’affidamento del
figlio alla madre riconosceva il diritto del padre
di vederla due volte a settimana, la donna è stata
prosciolta giacché, secondo la Corte, l’elusione del
provvedimento del giudice non può essere equiparato
ad inadempimento del provvedimento stesso: è infatti
necessario che il genitore si sottragga all’obbligo
con atteggiamenti fraudolenti. In questo caso si
tratterebbe di mera inosservanza dell’obbligo.
Vai all'articolo completo |
|
|
11/06/2010
Marito minaccia di morte la moglie? Legittimo
sequestro armi anche se non usate per minacciare
Con la sentenza n.
21998, la sesta sezione penale della Corte di
cassazione ha ritenuto legittimo il sequestro
preventivo delle armi da caccia, regolarmente
detenute da un uomo che risultava indagato per reati
come violazione degli obblighi di assistenza
familiare e di minaccia grave in danno della moglie.
I giudici di legittimità hanno pertanto ravvisato il
“periculum in mora”, sul cui presupposto è stata
legittimamente applicata la misura cautelare di tipo
ablativo.
Vai all'articolo completo |
|
|
02/06/2010
Marito violento saltuariamente con la moglie? Non
integra reato di maltrattamenti ma di lesioni
Verrà condannato per
lesioni e non per maltrattamenti il marito
irascibile che ogni tanto picchia la moglie. Se la
violenza è sporadica, e quindi non caratterizzata da
abitualità e continuatività, non si configura
infatti il reato di maltrattamenti. Lo ha stabilito
la Corte di Cassazione, con la sentenza 20494 del 28
maggio 2010, precisando che “il carattere irascibile
del marito, connesso ad episodi di violenza
sporadica, non configura il reato di cui all’art.
572 c.p.”. Secondo la ricostruzione che emerge dalla
sentenza della sesta sezione penale, sia in primo
che in secondo grado, i giudici di merito avevano
ritenuto responsabile dei reati di cui all’art. 572
del codice penale, il uomo violento e irascibile che
episodicamente picchiava la moglie.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
Maggio 2010 |
31/05/2010
Moglie ha atteggiamento vessatorio contro marito in
maniera non abituale? Non integra reato di
maltrattamenti
Con la sentenza n.
20498 del 28 maggio 2010, la Corte di Cassazione ha
stabilito che non integra il reato di maltrattamenti
la moglie che, dopo aver saputo che il marito
intende separarsi da lei, impedisce al coniuge, in
maniera episodica e non abituale, di avere rapporti
epistolari e telefonici con terzi. Secondo la
ricostruzione della vicenda, una moglie, in seguito
alla condotta assunta nei confronti del marito
paraplegico, veniva condannata per maltrattamenti in
quanto il suo comportamento, si era concretizzato in
una “serie di condotte vessatorie nei confronti del
coniuge paraplegico”.
Vai all'articolo completo |
|
|
21/05/2010
Mamma e papà litigano spesso?
Si all'affidamento ai servizi sociali
Anche se la regola prevista dall'art. 155 del codice civile
è quella dell'affidamento condiviso dei figli può accadere che
le forti conflittualità che esistono tra i genitori possano
risultare pregiudizievoli per uno sviluppo psicologico
equilibrato del minore. L'esistenza di aspre conflittualità tra
mamma e papà possono avere gravi ripercussioni sulla salute
psicologia dei figli e per questo possono costituire un valido
motivo per affidare i minori ai servizi sociali. E' quanto
afferma la Corte di Cassazione (sentenza n.12308/2010) che ha
confermato una decisione precedentemente presa dai giudici di
merito.
Vai all'articolo completo |
|
|
16/05/2010
Padre assente e madre delirante? Equivale ad
abbandono che legittima stato di adottabilità
Nel caso in cui
sussista una situazione familiare che rischia di
compromettere un sano sviluppo del minore, si può
far luogo all'adozione giacchè il figlio è da
considerarsi in uno stato di abbandono. E poco
importa che vi siano delle speranze di recupero
delle capacità genitoriali. E' quanto stabilisce la
Corte di Cassazione (sentenza 11745/2010) rimarcando
la necessità di garantire al minore una crescita
armonica e compiuta. Lo stato di adottabilità del
minore presuppone che sia accertata la sussistenza
di una situazione grave ed irreversibile da
valutarsi con riferimento alla posizione del minore.
Vai all'articolo completo |
|
|
07/05/2010
Rischia condanna per violenza sessuale il padre che
impone test di verginità alla figlia
La Corte di Cassazione
si è occupata del caso di un padre Torinese che in
collera per il fatto che sua figlia avesse degli
atteggiamenti sessualmente troppo disinvolti l'aveva
sottoposta ad un "rudimentale" test della verginità.
Per umiliare sua figlia e verificare se avesse perso
la verginità l'aveva denudata e aveva fugacemente
introdotto le dita della mano nella vagina.
Denunciato dalla figlia l'uomo veniva assolto in
primo grado mentre in appello veniva condannato alla
una pena di 8 mesi di reclusione per il solo reato
di violenza privata.
Vai all'articolo completo |
|
|
04/05/2010
Le nozze non sono nulle se si è brindato al divorzio
Lo Stato Italiano non
può delibare una sentenza ecclesiastica che ha
dichiarato la nullità del matrimonio per il solo
fatto che in passato si è fatto un brindisi
simbolico in favore della legge sul divorzio.
Secondo la Sacra Rota l'aver fatto cin cin avrebbe
dimostrato di essere di idee divorziste con
esclusione del 'bonum sacramenti'. Fatto che per la
Chiesa determina la nullità delle nozze.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
Aprile 2010 |
30/04/2010
Se figlio si allontana da casa la moglie perde
l'assegnazione della casa coniugale ma ha diritto a
incremento dell'assegno
Tornando ancora una
volta sull'argomento la Corte di Cassazione ha
ricordato che il presupposto imprescindibile per
l'assegnazione della casa coniugale "al coniuge non
titolare del diritto di proprietà o di altro diritto
reale è costituito dalla presenza di figli minori
ancora economicamente non autosufficienti".
Vai all'articolo completo |
|
|
29/04/2010
Cause di divorzio più rapide: è legittima la
pronuncia di divorzio anche se disgiunta da
statuizioni di carattere economico
Con sentenza n. 9614 del 22 aprile
2010, la Suprema Corte ha riconosciuto la legittimità di una
pronuncia di divorzio con la quale non vengano presi, anche,
provvedimenti di carattere economico, ma con la quale vengano
semplicemente confermati, provvisoriamente, i provvedimenti già
disposti in sede di separazione. La ricorrente nelle propria
impugnativa lamentava l’illegittimità della pronuncia con la
quale i giudici di merito avevano pronunciato la sentenza di
divorzio, limitandosi a confermare, in via provvisoria, i
provvedimenti di separazione, e contestualmente avevano disposto
che il processo proseguisse ai fini della determinazione
definitiva dell’assegno di mantenimento.
Vai all'articolo completo |
|
|
28/04/2010
Mai lasciare soli i bambini in bagno. In caso di
incidente maestra è responsabile
I maestri della scuola materna non devono mai lasciare soli i
bambini quando debbono andare perche' sono responsabili in
caso di incidente. E' quanto emerge da una sentenza
della Corte di Cassazione che ha ricordato come la
maestra e' responsabile per 'culpa in vigilando'
gravando su di lei non solo "l'obbligo di istruire
ed educare" gli alunni ma anche di "proteggerli".
Con questa motivazione la terza sezione civile della
Corte (sentenza 9906/2010) ha confermato una
condanna al risarcimento inflitta al ministero della
Pubblica istruzione per i danni subiti da una
bambina di tre anni che aveva subito un infortunio
mentre era andata in bagno.
Vai all'articolo completo |
|
|
23/04/2010
Casa coniugale assegnata alla
ex? Marito si rassegni. Se minaccia la moglie
commette estorsione
La seconda sezione
penale della Corte di Cassazione (sentenza
15111/2010) ha stabilito che chi minaccia la ex
moglie per indurla a lasciare la casa coniugale
commette reato di estorsione. Se infatti la casa è
stata affidata a lei in sede di divorzio l'ex marito
si deve rassegnare. E poco importa che l'abitazione
appartenga alla famiglia di lui.
Vai all'articolo completo |
|
|
22/04/2010
Padre deve mantenere figlio nato da relazione
adulterina
Il figlio nato da una relazione
adulterina ha diritto ad essere mantenuto dal padre anche se non
c'è mai stato un rapporto affettivo tra i due. Il giudice
pertanto, nel dichiarate giudizialmente la paternità, può porre
a carico del padre naturale il pagamento di un mantenimento
senza essere neppure vincolato alle richieste della madre. Ciò
che conta spiega la Cassazione (Sentenza 9300/2010) è che si
tenga conto dell'interesse del minore.
Vai all'articolo completo |
|
|
21/04/2010
Scattano le manette per chi picchia mamma e papà per
farsi dare i soldi
Il figlio che picchia la madre e che pone
in essere comportamenti violenti per avere i soldi dal proprio
genitore può finire sotto processo per il reato di estorsione. A
dirlo è una recente sentenza della Corte di Cassazione,
depositata il 19 aprile 2010, n. 14914. Secondo la ricostruzione
della vicenda, in secondo grado i giudici di merito avevano
condannato il figlio a 2 anni e a 4 mesi di reclusione, per le
continue violenze perpetrate ai danni dei genitori, i quali
avevano confermato i maltrattamenti subiti. Il figlio invece,
aveva fatto valere in giudizio la legittimità delle sue pretese,
seppur violente, perché, in mancanza di un lavoro e quindi di
una fonte di sostentamento, i suoi genitori avrebbero dovuto
mantenerlo “per lo stretto legame di parentela” esistente.
Vai all'articolo completo |
|
|
16/04/2010
Promessa di matrimonio: Cassazione, è lecito il
ripensamento ma vanno risarciti i danni
Chi non mantiene la
promessa di matrimonio deve risarcire i danni alla
parte ripudiata. Lo ricorda la Corte di Cassazione
precisando però che "lo scioglimento di una promessa
di matrimonio" è una ''espressione del diritto
fondamentale della liberta' di contrarre matrimonio
con la conseguenza che il recesso, anche senza
giustificato motivo, non potra' mai considerarsi
condotta antigiuridica''. Ciò non toglie che il
"ripensamento", quando avviene senza un giusto
motivo, possa avere delle conseguenze sul piano del
risarcimento del danno alla parte che è stata
rifiutata.
Vai all'articolo completo |
|
|
03/04/2010
Dichiarazione di adottabilità del minore a cui viene
vietato dai nonni affidatari di vedere la propria
madre
Il minore a cui non viene
concesso di vedere la propria madre da parte dei nonni
affidatari, è adottabile. Anche se i nonni si sono occupati e
hanno accudito il minore, infatti, il bambino è adottabile se
gli stessi nonni affidatari non gli hanno permesso di avere
rapporti con la madre. Lo ha stabilito la Corte di cassazione
che, con la sentenza n. 7961 del 30 marzo 2010.
Vai all'articolo completo |
|
|
01/04/2010
Scappatella con minorenne è
reato anche se giovane è consenziente
Niente sconti di pena per
adulto che fa la “fuitina” con minorenne che però è
consenziente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione
che, condannando l’imputato del reato di atti
sessuali con minorenne, non ha però accordato allo
stesso, sulla base del presunto consenso della
minorenne, nessuno sconto di pena. Secondo la Terza
Sezione Penale, il consenso non si sarebbe potuto
tenere in conto dato “l’incompleto sviluppo
psichico” dei minori in genere.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
Marzo 2010 |
31/03/2010
Casa coniugale alla ex
anche se il figlio si è trasferito e torna a casa di
rado
In caso di separazione dei
coniugi la casa coniugale viene assegnata alla ex moglie anche
se il figlio (divenuto maggiorenne ma non ancora
autosufficiente) si è trasferito per ragioni di lavoro e fa
ritorno in casa solo salutariamente. Lo ha stabilito la Corte di
Cassazione secondo cui "la presenza del figlio,
soltanto saltuaria, per la necessita' di assentarsi
per motivi di studio e di lavoro, anche per non
brevi periodi, non puo' far venir meno di per se' il
requisito dell'abitare nella casa coniugale,
sussistendo pur sempre un collegamento stabile con
l'abitazione del genitore, ove il figlio ritorni
ogni volta che gli impegni glielo consentano".
Vai all'articolo completo |
|
|
28/03/2010
Lavoratore genitore di più
minori, di età inferiore a tre anni, con handicap ha
diritto al permesso giornaliero per ciascun figlio
In tema di
agevolazioni per i lavoratori genitori di minori con “handicap
in situazione di gravità” di età inferiore ai tre anni e con
riferimento al nucleo familiare composto da più minori con tali
requisiti, la S.C.,sezione lavoro, con sentenza n. 4623/2010
(decisione della quale non constano precedenti specifici) ha
riconosciuto alla lavoratrice madre, o al lavoratore padre, il
diritto a fruire di due ore di permesso giornaliero retribuito
per ciascun minore (Nella specie si trattava di un nucleo
familiare composto da due gemelli, entrambi affetti da grave
handicap).
Vai all'articolo completo |
|
|
27/03/2010
Indennità
di maternità? Si della Cassazione anche se il figlio
supera il sesto anno di età
Con sentenza n.6341 depositata
il 16 marzo 2010, la Corte di Cassazione ha emesso
una pronuncia a favore della tutela della maternità
anche in caso di genitore adottivo e anche se il
bambino supera il sesto anno di età. La sezione
lavoro del Palazzaccio, su ricorso proposto
dall’Inps, ha riconosciuto i benefici previdenziali
ad una donna che si era assentata per maternità.
Vai all'articolo completo |
|
|
11/03/2010 Moglie gettata nel
cassonetto: pena aumentata in appello
In data 9 marzo 2010 la
Corte d’Appello delle Marche ha deciso il processo penale
riguardante il notissimo caso dell’ex Direttore Artistico del
Teatro Lauro Rossi di Macerata che, separato da alcuni mesi,
venne arrestato il 4 luglio 2006, poche ore dopo il fortunoso
ritrovamento della moglie all’interno di un cassonetto della
spazzatura in località periferica, pressoché in fin di vita dopo
un tentativo di strangolamento con il filo del telefono.
L’imputato aveva fatto visita alla ex di primo mattino recando
con sé un pacchetto di paste, ma anche un bastone. Le aveva
legato le mani con del nastro adesivo e l’aveva chiusa in un
sacco porta abiti di quelli in uso in ambito teatrale.
Vai all'articolo completo |
|
|
11/03/2010
Clandestino va espulso
anche se i figli vanno a scuola
Con una sentenza che ha già
sollevato reazioni nel mondo politico la Corte di
Cassazione ha stabilito che i clandestini possono
essere allontanati dal territorio italiano anche se
hanno dei figli che vanno a scuola. Secondo gli
Ermellini la scolarizzazione rientrerebbe in una
situazione "ordinaria" che non legittima la
permanenza degli irregolari. Una decisione che si
pone in contrasto con quanto la stessa Corte aveva
in precedenza affermato consentendo invece la
permanenza nel territorio italiano dei clandestini
con figli in eta' scolare. Nella precedente
decisione la Corte aveva fatto riferimento al
bisogno di garantire una "crescita armonica" ai
minori.
Vai all'articolo completo |
|
|
06/03/2010
Scopre che non è suo figlio?
Deve comunque mantenerlo. Fino alla sentenza di
disconoscimento
Chi è tenuto agli obblighi di
assistenza famigliare non se ne può sottrarre per il
solo fatto di aver scoperto che il minore non è il
proprio figlio. Lo afferma a chiare note la Corte di
Cassazione spiegando che l'obbligo del mantenimento
dura fino a quando "la paternita' non sia
disconosciuta nelle forme di legge, ossia fino a
quando non sia passata in giudicato la sentenza del
giudice civile che accolga la domanda giudiziale".
La decisione è della VI Sezione penale (sentenza n.
8998/2010) che ha respinto il ricorso di un padre
milanese condannato dai giudici di merito per aver
fatto mancare i mezzi di sussistenza al figlio di 10
anni per un periodo di quasi due anni.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
Febbraio 2010 |
24/02/2010
Assegno divorzile va
riconosciuto anche alla ex benestante
Al fine di determinare la
misura dell'assegno di divorzio è sempre necessario
compiere una verifica sulla c.d. inadeguatezza dei
mezzi a disposizione del coniuge richiedente in
relazione al tenore di vita avuto durante il
matrimonio e che presumibilmente sarebbe proseguito
se l'unione non si fosse sciolta. Poco importa che
la moglie abbia una posizione professionale di
rilievo. Se c'è una disparità economica tra le
parti, di questo occorre tenere conto. E' quanto
emerge da una sentenza della prima sezione civile
della Corte di Cassazione (n. 4079/2010) in cui si
sottolinea che l'inadeguatezza si valuta attraverso
una comparazione tra quella che è l'attuale
situazione patrimoniale e reddituale del richiedente
e quella della famiglia al momento della rottura del
rapporto.
Vai all'articolo completo |
|
|
18/02/2010
Le offese subite dai figli
offendono anche i genitori
Una parola di troppo nei
confronti dei figli offende anche i genitori che
sono responsabili della loro educazione. Lo ha
stabilito la Corte di Cassazione che ha convalidato
una condanna per lesioni personali e ingiuria nei
confronti di un uomo accusato tra le altre cose di
aver offeso una ragazza in presenza del padre.
L'uomo nel corso del giudizio si era difesa
affermando che le offese maggiori erano rivolte alla
ragazza che però non lo aveva querelato.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
Gennaio 2010 |
17/02/2010
Errore sanitario? Al
figlio del paziente deceduto va risarcita anche la
paghetta
Se un paziente muore a seguito
di un errore medico, il figlio ha diritto ad essere
risarcito anche della "paghetta". Poco importa che
sia già maggiorenne ed economicamente indipendente.
Si tratta sempre e comunque di un danno
patrimoniale. E' quanto ha stabilito una sentenza
della Corte di Cassazione (n. 1524/2010) in
relazione al decesso di una donna dovuto ad un
errore del chirurgo. Il caso è finito al vaglio
della suprema Corte non tanto in relazione
all'accertamento della responsabilità medica quanto
alle voci di danno oggetto di richiesta risarcitoria
da parte del figlio.
Vai all'articolo completo |
|
|
16/02/2010
No alla visita
psicologica sul minore senza autorizzazione del
coniuge affidatario
Lo psicologo che nell'ambito
dell'esercizio della sua pofessione sottoponga a
visita un minorenne su richiesta del genitore non
affidatario è passibile di sanzione disciplinare. E'
quanto stabilisce la terza sezione civile della
Corte di Cassazione (sentenza n. 3075/2010)
ricordando che per eseguire la visita psicologica è
necessario il consenso del genitore che ha
l'affidamento esclusivo del figlio.
Vai all'articolo completo |
|
|
28/01/2010
La ex va a vivere con un altro e ci fa un
figlio? Non perde il diritto all'assegno
Anche se la ex è andata a
vivere con un altro e dalla nuova relazione è
nato un figlio non viene meno per questo
l'obbligo del marito di corrispondere l'assegno
divorzile. Parola di Cassazione.
Vai all'articolo completo |
|
|
20/01/2010
Non commette reato madre che rifiuta di lasciare
il figlio al padre per motivi di salute
Non commette reato la madre
che nega al padre l'incontro con il figlio se il
rifiuto avviene per ragioni di salute del
minore. Lei quindi può rifiutare di lasciare il
bambino nelle mani del padre anche se si tratta
dei giorni che sono stati stabiliti in sede di
separazione.
Vai all'articolo completo |
|
|
|
19/01/2010
Scattano le manette per i
genitori bacchettoni! Anche un solo schiaffo dato al
figlio è reato
La Cassazione ha detto stop ai
metodi educativi da bacchettoni. Ed avverte i genitori:
basta un solo schiaffo dato al figlio per far scattare
le manette. La decisione è della quinta sezione penale
della Corte che fa notare come anche l'isolato ceffone
''quando sia vibrato con tale violenza da cagionare
pericolo di malattia e' sufficiente a fare avverare
l'ipotesi criminosa prevista dall'art. 571 c.p.''
relativa all'abuso dei mezzi di correzione.
Vai all'articolo completo |
|
|
Notizie Giuridiche Archivio Anno
2009
Notizie Giuridiche
Archivio Anno 2010
Torna
alla pagina iniziale |