Notizie giuridiche del 2009
Novembre 2009
23/11/2009 Convivente more uxorio sottrae assegno  della convivente? E’ punibile per ricettazione
La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 44047/2009) ha stabilito che, contrariamente a quanto accade nel matrimonio , è punibile per ricettazione il convivente che sottrae alla compagna un assegno . Nelle famiglie di fatto, infatti, non opera la causa di non punibilità prevista invece per quelle legittime. La Corte ha infatti evidenziato che “l’impugnata sentenza dà per pacifica l’estensione anche del convivente more uxorio della causa di non punibilità prevista dall’art. 649 co. 1° n. 1 c.p., immotivatamente trascurando che, invece, proprio sul presupposto contrario la Corte cost., con sentenza 12-25.7.2000 n. 352, ha dichiarato non fondata la relativa questione di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., rifacendosi – per altro – a sua antica e costante giurisprudenza, elaborata sempre con specifico riferimento all’art. 649 c.p. (…), in base alla quale la convivenza more uxorio non è sempre e comunque meccanicamente assimilabile al rapporto di coniugio, mancando in essa i caratteri di certezza e di (tendenziale) stabilità propri del vincolo coniugale, essendo invece basata sull’affectio quotidiana, liberamente ed in ogni istante revocabile. Vai all'articolo completo
 
21/11/2009 Coppie di fatto: Per la legge non sono sempre equiparabili a coppie sposate
Tornando ad occuparsi delle coppie di fatto, la Corte di Cassazione ha chiarito che la loro assimilabilità con le coppie sposate non è cosa automatica. Questo perchè - spiega la Corte - il rapporto di convivenza può cessare liberamente e in qualsiasi istante. Si tratta di una differenza che diventa rilevante in taluni casi come quelli relativo alla non punibilità in materia di reati contro il patrimonio. La precisazione arriva dalla seconda sezione penale della Corte che ha ribaltato il verdetto dei giudici di merito che avevano stabilito il 'non luogo a procedere' in forza dell'art. 649 c.p. per un convivente accusato di aver sottratto alla compagna degli assegni bancari.
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15/11/2009 Perde la potestà genitoriale? Deve continuare a mantenere figli
Chi decade dalla potestà genitoriale resta comunque obbligato a corrispondere l'assegno di mantenimento per i figli. Lo ricorda la Corte di Cassazione che ha confermato una condanna per la violazione degli obblighi di assistenza inflitta da un uomo che dopo aver perso la patria potestà sui figli aveva deciso di tagliare il mantenimento alla ex moglie e alle due figlie. Secondo la Corte la perdita della potestà non è affatto motivo per esimersi dagli obblighi del mantenimento. "La pronuncia della decadenza dalla potesta' genitoriale - scrive la Corte (sentenza 43288/2009) - lascia inalterati i doveri di assistenza del genitore decaduto, penalmente sanzionati, sicche' il provvedimento non incide sulla responsabilita' penale, e, pertanto, non preclude la commissione del reato di cui all'art. 570 c.p. e non ne fa venire meno la permanenza".  Vai all'articolo completo
09/11/2009 Affidamento dei minori? I ragazzi hanno diritto di essere ascoltati dal Giudice
Le Sezioni Unite Civili  della Corte di Cassazione (Sent. n. 22238/2009) hanno stabilito che i ragazzi devono essere ascoltati dal giudice  chiamato a decidere a chi affidarli. C'è una sola eccezione e cioè quando l'audizione possa arrecare al minore un danno. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che, in base al disposto dell’art. 6 della Convenzione di Strasburgo , ratificata dalla legge n. 77 del 2003 e dell’art. 155 sexies c.c., introdotto dalla Legge 8 febbraio 2006 n. 54, si ritiene “(…) necessaria l’audizione del minore del cui affidamento deve disporsi, salvo che tale ascolto possa essere in contrasto con i suoi interessi fondamentali e dovendosi motivare l’eventuale assenza di discernimento dei minore che possa giustificare l’omesso ascolto”. Vai all'articolo completo
 
06/11/2009 Affido condiviso: Stesse regole per coppie di fatto e coppie sposate
La Corte di Cassazione intervenendo in materia di affido condiviso, e in particolar modo in relazione alle ipotesi in cui la collocazione prevalente del figlio e fatta presso uno dei genitori, ha stabilito che l'assegno di mantenimento deve essere a carico del genitore non collocatario. Il principio è stato affermato dalla prima sezione civile della Corte (sentenza n.23411/ 2009). Il caso preso in esame riguarda una coppia di fatto e la Corte ne ha colto l'occasione per affermare l'ulteriore principio che i figli dei genitori non sposati debbono avere gli stessi diritti rispetto a quelli delle coppie sposate. Il giudice , spiega la Corte, se necessario può disporre la corresponsione di un assegno periodico da porre a carico di chi nonostante l'affido condiviso non tiene con sé il figlio. Vai all'articolo completo
 
Ottobre 2010
31/10/2009 Violazione amministrativa del minore? Rispondono mamma e papa
In caso di violazione amministrativa a opera  di un soggetto minore di anni 18, la responsabilità sorge in capo al genitore, soggetto deputato alla sorveglianza del minore che, pertanto non è estraneo alla violazione posta in essere dal minore. Lo ha stabilito la seconda sezione civile della Corte di Cassazione con sentenza n.21881/2009. Secondo la ricostruzione della vicenda, il giudice  di Pace di Pordenone aveva accolto l’opposizione proposta da un soggetto, nel caso di specie , il genitore del minore alla guida del ciclomotore, contro il Prefetto di Pordenone, per l’annullamento dell’ordinanza di ingiunzione con cui erano stati disposti la confisca di un ciclomotore sequestrato e il pagamento della sanzione amministrativa e delle spese di custodia il minore circolava alla guida di un ciclomotore. Vai all'articolo completo
 
27/10/2009 Genitore riversa sul figlio le frustrazioni del divorzio? Di per sè non c'è reato di maltrattamento
La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 40385/2009) ha stabilito che non sempre commette reato di maltrattamenti in famiglia, il genitore che riversa sui figli le frustrazioni per la fine del matrimonio. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che, per la sussistenza del reato previsto e punto dall'art. 572 del codice penale (maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli), con specifico riguardo alla componente materiale occorre la “reiterazione e continuità del presunti fatti di maltrattamenti in guisa da renderli abituali”. Vai all'articolo completo
 
22/10/2009 E' famiglia di fatto ogni coppia in cui c'è reciproca assistenza. Senza distinzione di sesso
La Corte di Cassazione con Sentenza n. 40727/2009 ha scritto, nero su bianco, che una coppia va considerata come una famiglia se vi è una certa "stabilità del rapporto". Secondo la Cassazione infatti nel concetto di famiglia si devono includere tutte le coppie tra le quali "siano sorti rapporti di assistenza e solidarieta' per un apprezzabile periodo di tempo". Il principio è stato enunciato della seconda sezione penale facendo riferimento all'art. 572 c.p. che punisce i maltrattamenti in famiglia. Secondo i Supremi Giudici il richiamo alla famiglia contenuto in tale norma "deve intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti", appunto, stabili rapporti di assistenza e solidarieta'. Vai all'articolo completo
 
11/10/2009 Lascia il marito all'improvviso? Deve pagare i "danni da abbandono"
Aveva deciso di lasciare il marito all'improvviso ed era partita con la figlia e con un amico per una vacanza comunicandolo al coniuge con una lettera. Di ritorno aveva poi confessato la sua intenzione di lasciarlo. Questa decisione di scaricare il partner da un giorno all'altro le è costata però una doppia  condanna sia penale sia civile. I giudici di merito (Corte d'appello di Cagliari), infatti, il cui verdetto è stato ora confermato dalla Corte di Cassazione, avevano ravvisato in questo comportamento una violazione degli obblighi di assistenza familiare con conseguente condanna anche al risarcimento dei danni al marito per l'improvviso abbandono. Vai all'articolo completo
 
07/10/2009 Genitore impedisce all’ex di riprendersi gli effetti personali dopo la separazione? E’ appropriazione indebita
La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 37498/2009) ha stabilito che rischia il carcere per appropriazione indebita l'ex che impedisce all'altro di andarsi a riprendere la macchina e gli effetti personali. Secondo gli Ermellini, “il delitto  di appropriazione indebita si consuma nel momento in cui l’agente tiene consapevolmente un comportamento oggettivamente eccedente la sfera  delle facoltà ricomprese nel titolo del suo possesso ed incompatibile con il diritto del titolare, in quanto significativo nell’immutazione del mero possesso in dominio”. Vai all'articolo completo
 
02/10/2009 Genitore dona beni pignorati ai figli? Non è reato se la trascrizione è precedente
La Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 38099/2009) ha precisato che non è reato donare ai figli i beni pignorati se la trascrizione di tale donazione è avvenuta prima di quella del pignoramento. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che “ai fini del pignoramento immobiliare, la trascrizione assume un’importanza determinante per dare vita al vincolo d’indisponibilità relativa a favore del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell’esecuzione. Proprio perché l’essenza del pignoramento consiste nel creare tale vincolo d’indisponibilità, la trascrizione ha in questo caso funzione costitutiva e non meramente dichiarativa, con l’effetto che il pignoramento, anche tra creditore e debitore, si perfeziona solo dal momento della trascrizione e non da quello anteriore della notificazione (…). Vai all'articolo completo
 
02/10/2009 Vantarsi di aver tradito la moglie è maltrattamento 
Ostentare il fatto di aver tradito la moglie nel corso degli anni, può costare una condanna per maltrattamenti. Parola di Cassazione. non è consentito infatti, secondo la cassazione sbandierare le corna e umiliare la propria consorte. È stata così convalidato una condanna a due anni e sei mesi di reclusione per il reato punito dall'articolo 572 del codice penale nei confronti di un settantenne che aveva sottoposto la propria moglie a diverse umiliazioni vantandosi del fatto di averla tradita. Vai all'articolo completo
 
01/10/2009 Madre cerca di annullare la figura paterna ai figli? E' reato  
La Sezione Feriale della Corte di Cassazione (Sent. n. 34838/2009) ha stabilito che rischia una condanna penale la ex che condiziona i figli a tal punto che questi non vogliono più vedere il padre nei giorni stabiliti dal giudice. Nel caso di specie la Corte ha evidenziato che “i rilievi critici della ricorrente delineano, in vero, una impropria rivisitazione delle emergenze fattuali ricomposte con particolare cura dalla sentenza del Tribunale di pienamente confermate dall’analisi svoltane dalla sentenza della Corte di Appello di (…). Dette risultanze hanno posto il luce, rispetto all’alternative lettura  disegnata dal ricorso, l’univoca descrizione di un lampante e radicato ‘comportamento ostile’ della (…) nei confronti del coniuge separato, tradottosi nella deliberata volontà di condizionamento della piccola figlia della coppia, sì da dar luogo a quella che la sentenza di appello motivatamente qualifica come ‘sistematica elusione’ dei provvedimenti sull’affidamento della bambina adottati dal giudice della separazione. Vai all'articolo completo
 
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