
NOTIZIE GIURIDICHE.
SENTENZE DELLA CORTE DI CASSAZIONE
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Notizie del mese di novembre |
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23/11/2009
Convivente more uxorio
sottrae assegno della convivente? E’ punibile
per ricettazioneLa Seconda Sezione
Penale della Corte di Cassazione (Sent. n.
44047/2009) ha stabilito che, contrariamente a
quanto accade nel matrimonio , è punibile per
ricettazione il convivente che sottrae alla
compagna un assegno . Nelle famiglie di fatto,
infatti, non opera la causa di non punibilità
prevista invece per quelle legittime. La Corte
ha infatti evidenziato che “l’impugnata sentenza
dà per pacifica l’estensione anche del
convivente more uxorio della causa di non
punibilità prevista dall’art. 649 co. 1° n. 1
c.p., immotivatamente trascurando che, invece,
proprio sul presupposto contrario la Corte
cost., con sentenza 12-25.7.2000 n. 352, ha
dichiarato non fondata la relativa questione di
legittimità costituzionale in riferimento agli
artt. 3 e 24 Cost., rifacendosi – per altro – a
sua antica e costante giurisprudenza, elaborata
sempre con specifico riferimento all’art. 649
c.p. (…), in base alla quale la convivenza more
uxorio non è sempre e comunque meccanicamente
assimilabile al rapporto di coniugio, mancando
in essa i caratteri di certezza e di
(tendenziale) stabilità propri del vincolo
coniugale, essendo invece basata sull’affectio
quotidiana, liberamente ed in ogni istante
revocabile.
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21/11/2009
Coppie di fatto: Per la legge non sono sempre
equiparabili a coppie sposate
Tornando ad occuparsi delle
coppie di fatto, la Corte di Cassazione ha
chiarito che la loro assimilabilità con le
coppie sposate non è cosa automatica. Questo perchè - spiega la Corte - il rapporto di
convivenza può cessare liberamente e in
qualsiasi istante. Si tratta di una differenza
che diventa rilevante in taluni casi come quelli
relativo alla non punibilità in materia di reati
contro il patrimonio. La precisazione arriva
dalla seconda sezione penale della Corte che ha
ribaltato il verdetto dei giudici di merito che
avevano stabilito il 'non luogo a procedere' in
forza dell'art. 649 c.p. per un convivente
accusato di aver sottratto alla compagna degli
assegni bancari.
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15/11/2009
Perde la potestà genitoriale? Deve continuare a
mantenere figli Chi decade dalla
potestà genitoriale resta comunque obbligato a
corrispondere l'assegno di mantenimento per i figli. Lo
ricorda la Corte di Cassazione che ha confermato una
condanna per la violazione degli obblighi di assistenza
inflitta da un uomo che dopo aver perso la patria
potestà sui figli aveva deciso di tagliare il
mantenimento alla ex moglie e alle due figlie. Secondo
la Corte la perdita della potestà non è affatto motivo
per esimersi dagli obblighi del mantenimento. "La
pronuncia della decadenza dalla potesta' genitoriale -
scrive la Corte (sentenza 43288/2009) - lascia
inalterati i doveri di assistenza del genitore decaduto,
penalmente sanzionati, sicche' il provvedimento non
incide sulla responsabilita' penale, e, pertanto, non
preclude la commissione del reato di cui all'art. 570
c.p. e non ne fa venire meno la permanenza".
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09/11/2009
Affidamento dei minori? I
ragazzi hanno diritto di essere ascoltati dal Giudice
Le Sezioni Unite
Civili della Corte di Cassazione (Sent. n. 22238/2009)
hanno stabilito che i ragazzi devono essere ascoltati
dal giudice chiamato a decidere a chi affidarli. C'è
una sola eccezione e cioè quando l'audizione possa
arrecare al minore un danno. Gli Ermellini hanno infatti
evidenziato che, in base al disposto dell’art. 6 della
Convenzione di Strasburgo , ratificata dalla legge n. 77
del 2003 e dell’art. 155 sexies c.c., introdotto dalla
Legge 8 febbraio 2006 n. 54, si ritiene “(…) necessaria
l’audizione del minore del cui affidamento deve
disporsi, salvo che tale ascolto possa essere in
contrasto con i suoi interessi fondamentali e dovendosi
motivare l’eventuale assenza di discernimento dei minore
che possa giustificare l’omesso ascolto”.
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06/11/2009
Affido condiviso: Stesse regole per coppie di fatto e
coppie sposate
La
Corte di Cassazione intervenendo in materia di affido
condiviso, e in particolar modo in relazione alle
ipotesi in cui la collocazione prevalente del figlio e
fatta presso uno dei genitori, ha stabilito che
l'assegno di mantenimento deve essere a carico del
genitore non collocatario. Il principio è stato
affermato dalla prima sezione civile della Corte
(sentenza n.23411/ 2009). Il caso preso in esame
riguarda una coppia di fatto e la Corte ne ha colto
l'occasione per affermare l'ulteriore principio che i
figli dei genitori non sposati debbono avere gli stessi
diritti rispetto a quelli delle coppie sposate. Il
giudice , spiega la Corte, se necessario può disporre la
corresponsione di un assegno periodico da porre a carico
di chi nonostante l'affido condiviso non tiene con sé il
figlio.
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Notizie del mese di ottobre |
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31/10/2009
Violazione amministrativa del minore? Rispondono mamma e papa
In
caso di violazione amministrativa a opera di un soggetto minore
di anni 18, la responsabilità sorge in capo al genitore,
soggetto deputato alla sorveglianza del minore che, pertanto non
è estraneo alla violazione posta in essere dal minore. Lo ha
stabilito la seconda sezione civile della Corte di Cassazione
con sentenza n.21881/2009. Secondo la ricostruzione della
vicenda, il giudice di Pace di Pordenone aveva accolto
l’opposizione proposta da un soggetto, nel caso di specie , il
genitore del minore alla guida del ciclomotore, contro il
Prefetto di Pordenone, per l’annullamento dell’ordinanza di
ingiunzione con cui erano stati disposti la confisca di un
ciclomotore sequestrato e il pagamento della sanzione
amministrativa e delle spese di custodia il minore circolava
alla guida di un ciclomotore.
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27/10/2009 Genitore riversa sul
figlio le frustrazioni del divorzio? Di per sè non c'è reato di
maltrattamento La Sesta Sezione Penale
della Corte di Cassazione (Sent. n. 40385/2009) ha stabilito che
non sempre commette reato di maltrattamenti in famiglia, il
genitore che riversa sui figli le frustrazioni per la fine del
matrimonio. Gli Ermellini hanno infatti evidenziato che, per la
sussistenza del reato previsto e punto dall'art. 572 del codice
penale (maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli), con
specifico riguardo alla componente materiale occorre la
“reiterazione e continuità del presunti fatti di maltrattamenti
in guisa da renderli abituali”.
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22/10/2009 E' famiglia di fatto
ogni coppia in cui c'è reciproca assistenza. Senza distinzione
di sesso La Corte
di Cassazione con Sentenza n. 40727/2009 ha scritto, nero su
bianco, che una coppia va considerata come una famiglia se vi è
una certa "stabilità del rapporto". Secondo la Cassazione
infatti nel concetto di famiglia si devono includere tutte le
coppie tra le quali "siano sorti rapporti di assistenza e
solidarieta' per un apprezzabile periodo di tempo". Il principio
è stato enunciato della seconda sezione penale facendo
riferimento all'art. 572 c.p. che punisce i maltrattamenti in
famiglia. Secondo i Supremi Giudici il richiamo alla famiglia
contenuto in tale norma "deve
intendersi riferito ogni consorzio di persone fra le quali, per
strette relazioni e consuetudini di vita, siano sorti", appunto,
stabili rapporti di assistenza e solidarieta'.
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11/10/2009
Lascia il marito all'improvviso? Deve pagare i "danni da
abbandono" Aveva deciso di
lasciare il marito all'improvviso ed era partita con la
figlia e con un amico per
una vacanza comunicandolo al coniuge con una lettera. Di
ritorno aveva poi confessato la sua intenzione di
lasciarlo. Questa decisione di scaricare il partner da
un giorno all'altro le è costata però una
doppia condanna sia penale sia
civile. I giudici di merito (Corte d'appello di
Cagliari), infatti, il cui verdetto è stato ora
confermato dalla Corte di Cassazione, avevano ravvisato
in questo comportamento una violazione degli obblighi di
assistenza familiare con conseguente condanna anche al
risarcimento dei danni al marito per l'improvviso
abbandono.
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07/10/2009
Genitore impedisce all’ex di riprendersi gli effetti personali
dopo la separazione? E’ appropriazione indebita
La Seconda Sezione Penale della
Corte di Cassazione (Sent. n. 37498/2009) ha stabilito che
rischia il carcere per appropriazione indebita l'ex che
impedisce all'altro di andarsi a riprendere la macchina e gli
effetti personali. Secondo gli Ermellini, “il delitto di
appropriazione indebita si consuma nel momento in cui l’agente
tiene consapevolmente un comportamento oggettivamente eccedente
la
sfera delle facoltà ricomprese nel
titolo del suo possesso ed incompatibile con il diritto del
titolare, in quanto significativo nell’immutazione del mero
possesso in dominio”.
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02/10/2009
Genitore dona beni pignorati ai figli? Non è reato se la
trascrizione è precedente
La
Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. n.
38099/2009) ha precisato che non è reato donare ai figli i
beni pignorati se la trascrizione di tale donazione è
avvenuta prima di quella del pignoramento. Gli Ermellini
hanno infatti evidenziato che “ai fini del pignoramento
immobiliare, la trascrizione assume un’importanza
determinante per dare vita al vincolo d’indisponibilità
relativa a favore del creditore pignorante e dei creditori
che intervengono nell’esecuzione. Proprio perché l’essenza
del pignoramento consiste nel creare tale vincolo
d’indisponibilità, la trascrizione ha in questo caso
funzione costitutiva e non meramente dichiarativa, con
l’effetto che il pignoramento, anche tra creditore e
debitore, si perfeziona solo dal momento della trascrizione
e non da quello anteriore della notificazione (…).
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02/10/2009
Vantarsi di aver tradito la moglie è
maltrattamento Ostentare il fatto di aver tradito la
moglie nel corso degli anni, può costare una condanna per
maltrattamenti. Parola di Cassazione. non è consentito
infatti, secondo la cassazione sbandierare le corna e
umiliare la propria consorte. È stata così convalidato una
condanna a due anni e sei mesi di reclusione per il reato
punito dall'articolo 572 del codice penale nei confronti di
un settantenne che aveva sottoposto la propria moglie a
diverse umiliazioni vantandosi del fatto di averla tradita.
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01/10/2009
Madre cerca di annullare la figura
paterna ai figli? E' reato La Sezione Feriale della Corte di
Cassazione (Sent. n. 34838/2009) ha stabilito che rischia
una condanna penale la ex che condiziona i figli a tal punto
che questi non vogliono più vedere il padre nei giorni
stabiliti dal giudice. Nel caso di specie la Corte ha
evidenziato che “i rilievi critici della ricorrente
delineano, in vero, una impropria rivisitazione delle
emergenze fattuali ricomposte con particolare cura dalla
sentenza del Tribunale di pienamente confermate dall’analisi
svoltane dalla sentenza della Corte di Appello di (…). Dette
risultanze hanno posto il luce , rispetto all’alternative
lettura disegnata dal ricorso, l’univoca descrizione di un
lampante e radicato ‘comportamento ostile’ della (…) nei
confronti del coniuge separato, tradottosi nella deliberata
volontà di condizionamento della piccola figlia della
coppia, sì da dar luogo a quella che la sentenza di appello
motivatamente qualifica come ‘sistematica elusione’ dei
provvedimenti sull’affidamento della bambina adottati dal
giudice della separazione.
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Notizie del mese di settembre |
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30/09/2009
Chi
offende le suocere deve risarcire la
moglie L'ingiuria rivolta contro una suocera da diritto
anche alla moglie a richiedere il risarcimento del danno.
Parola di Cassazione. Secondo Piazza Cavour infatti il
legame di parentela fa si che l'ingiuria alla madre vada a
ledere anche la dignità della figlia. Scatta quindi il
risarcimento del danno. Il caso esaminato dalla Corte
riguarda un diverbio nato in famiglia dove lui aveva dato
della "stronza" e "puttana" alla suocera. Il caso finiva in
tribunale e l'uomo veniva condannato per ingiuria in danno
della moglie, appunto. La Corte (sentenza
35874/2009) ha evidenziato che ''per quanto gli epiteti e le
volgari espressioni di disprezzo pronunciate da Luigi nel
rivolgersi alla moglie si riferissero alla suocera, non vi
e' dubbio che ne sia derivata una lesione del decoro della
stessa interlocutrice.
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22/09/2009 Marito offende suocera davanti alla
moglie? E' ingiuria anche se lei non c'è La Quinta Sezione Penale della Corte
di Cassazione (Sent. n. 35874/2009) ha stabilito che
commette reato di ingiuria il marito che offende la suocera
davanti alla moglie e ciò anche se il fatto avviene quando
la suocera non è presente. L'ingiuria infatti si considera
perpetrata ai danni della moglie.
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20/09/2009
Madre separata non
favorisce incontri dei figli con il padre? Scattano le manette
Giro di vite nei confronti delle madri
separate che non favoriscono gli incontri con l'altro genitore.
Poco importa che il figlio abbia mostrato "ritrosia" ad
incontrare il padre. Una mamma si deve comunque prodigare
affinchè si rispettino i provvedimenti del giudice in relazione
agli incontri con l'altro genitore. Un atteggiamento del genere,
infatti, spiega la Corte, lungi dal "tutelare l'effettivo
interesse" del minore, denota "il proposito di vulnerare
l'interesse del marito a frequentare il figlio in costanza di
separazione coniugale".
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15/09/2009
Coniuge lascia l’Italia per assistere parente all’estero? No
all’addebito
La Prima Sezione Civile della Corte di
Cassazione (Sent. n. 18235/2009) ha stabilito che non può essere
considerata causa di addebito della separazione il fatto di
lasciare l’Italia per andare a curare la madre all’estero.
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14/09/2009
La suocera può insultare l'amante del genero
Se la suocera vede sfumare il matrimonio di sua
figlia per colpa di un'altra può tranquillamente insultare
l'amante del genero senza commettere reato. Lo ha stabilito la
Corte di Cassazione (Quinta sezione penale sentenza 34247/2009)
legittimando i genitori a sfoghi verbali per dare sostegno ai
propri figli traditi. Sussisterebbe in questi casi l'esimento
della provocazione giacchè "il legame con l'offeso" e' tale "da
giustificare lo stato d'ira e quindi la reazione offensiva".
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08/09/2009
Moglie muore in un incidente? Il danno patrimoniale non si
calcola sullo stipendio di lei ma sulle spese fisse che
sosteneva
La Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione
(Sent. n. 18800/2009) ha stabilito che ai mariti che perdono la
moglie in un incidente stradale il risarcimento del danno
patrimoniale va calcolato solo sulle spese fisse che sosteneva
in vita la donna (es. affitto, mutuo), e non su tutto lo
stipendio che percepiva. Nel caso di specie, la Corte ha
convalidato le decisioni dei giudici di merito osservato che la
Corte territoriale ha "ai fini del risarcimento di tale danno
patrimoniale, ha correttamente ritenuto che andasse esaminato
solo il contributo economico prestato dalla vittima per quelle
voci della gestione familiare, che non fossero suscettibili di
contrazione, a seguito del decesso.
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04/09/2009
Responsabilità medica: danni alla moglie che le impediscono di
fare sesso? Va risarcito anche il marito Ha diritto al risarcimento del danno il marito che non può fare
sesso con la moglie a seguito di un intervento chirurgico su di
lei andato male. Lo ha stabilito la Corte di cassazione
riconoscendo fondate le richieste di un uomo che sosteneva di
avere diritto ad essere risarcito anche lui insieme a sua
moglie.
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02/09/2009
Basta con le prediche. Per i figli ciò che conta
è l'affetto
Una tirata d'orecchie per mamma e papà
arriva direttamente dalla Cassazione. I giudici della Corte
invitano i genitori a lasciare da parte le prediche verso i
figli e a dedicare loro più tempo ed affetto. L'educazione,
spiega la Corte "e' fatta non solo di parole, ma anche e
soprattutto di comportamenti e di presenza accanto ai figli, a
fronte di circostanze che essi possono non essere in grado di
capire o di affrontare equilibratamente". Il caso esaminato
dalla Corte è relativo a una richiesta di risarcimento danni
avanzata dai genitori di un ragazzo ucciso da un minorenne dopo
una provocazione. Il padre e la madre dell'omicida, dopo la
condanna nella fase di merito avevano chiesto una riduzione
della somma da pagare per il risarcimento deducendo di aver
impartito al proprio figlio una "sana e corretta educazione".
Nel respingere il ricorso la Cassazione (sentenza 18804/2009
della terza sezione civile) ha ricordato che anche se "il minore
era vicino ai 18 anni, cio' non esclude che il suo comportamento
abbia manifestato un fallimento educativo, quanto alla capacita'
di frenare i propri istinti o di incanalarli in modalita'
espressive meno gravi e violente".
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Notizie del mese di agosto |
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20/08/2009
Stop all'assegno di mantenimento se l’ex marito va in pensione e
peggiora le sue condizioni economiche “Il peggioramento delle condizioni del marito che comporta
un’attuale situazione reddituale e patrimoniale dello stesso
livello delle parti, è ostativo al riconoscimento del diritto
all’assegno per la moglie che attualmente percepisce con il
proprio lavoro un reddito di circa 1.200 euro mensili, superiore
a quello di pensione, di circa euro 852,00 mensili, del suo ex
marito”.
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18/08/2009
Casa familiare non sopperisce a esigenze coniuge più debole.
Niente assegnazione se figli si allontanano
La Corte di Cassazione (sentenza n. 16802/2009) ha ricordato
che, in materia di separazione o divorziio, la finalità del
provvedimento di assegnazione della casa familiare è
esclusivamente quella della tutela della prole, perchè risponde
"all'esigenza di garantire l'interesse dei figli alla
conservazione dell'ambiente domestico, inteso come centro degli
affetti, degli interessi e delle abitudini in cui si esprime e
si articola la vita familiare". Se è vero, annota la Corte, "che
la concessione del beneficio presenta indubbi riflessi
economici, nondimeno l'assegnazione della casa familiare non può
essere disposta al fine di sopperire alle esigenze economiche
del coniuge più debole, alla cui garanzia è unicamente destinato
l'assegno di mantenimento".
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03/08/2009
Ex riporta figlio a casa dopo soggiorno all’estero? Non è
sottrazione di minore
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n.
13936/2009) ha stabilito che l’allontanamento dei minori dalla
residenza abituale per un soggiorno, limitato nel tempo, in un
altro Stato, se c’è accordo di entrambi i genitori, non può
essere considerato sottrazione internazionale di minori. La Corte ha infatti affermato che “la nozione di ‘residenza
abituale’ di cui all’art. 3, Convenzione dell’Aja 25/10/1980,
ratificata e resa esecutiva dalla l. n. 64 del 1994, va
individuata nel luogo in cui il minore, in virtù di una durevole
e stabile permanenza, anche di fatto, ha il centro dei propri
legami affettivi, non solo parentali, e di relazione”.
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Notizie del mese di luglio |
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27/07/2009
Assegno di divorzio non deve incidere su esigenze
primarie di chi lo paga
La Corte di Cassazione con sentenza 14214/2009 ha
ricordato che "l'accertamento del diritto all'assegno di
divorzio va effettuato verificando l'adeguatezza dei mezzi
economici a disposizione del richiedente a consentirgli il
mantenimento di un tenore di vita analogo a quello goduto in
costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente e
ragionevolmente fondarsi su aspettative maturate nel corso del
matrimonio, fissate al momento del divorzio".
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24/07/2009
E' reato disinteressarsi dell'educazione dei figli Anche l'educazione dei figli deve essere considerata uno degli
obblighi di assistenza a cui è tenuto un genitore. Rischia
pertanto una condanna penale il padre separato che si
disinteressa degli aspetti educativi del figlio e delle vicende
relative alla sua vita. Sulla scorta di questo principio i
giudici della Cassazione hanno convalidato una sentenza di
condanna a due mesi di reclusione inflitta ad un padre proprio
per il suo accertato disinteresse nei confronti del figlio
minore. La denuncia era partita dalla ex moglie che tra l'altro
aveva anche lamentato il fatto che il suo ex marito aveva omesso
di versargli 200 Euro di mantenimento.
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22/07/2009
Invia lettera con scorpione morto alla rivale, condannata Ci possono essere mille modi diversi per fare un dispetto alla
propria rivale, ma la realtà a volte supera l'immaginazione.
Nella maggior parte dei casi si ricorre a telefonate anonime o
all'invio di biglietti o messagi di vario genere. Questa volta
però l'idea è stata a dir poco originale. una donna ha deciso di
inviare alla sua rivale in amore alcune lettere anonime con la
particolarità di contenere all'interno uno scorpione morto. Uno
scherzo che le è costato una condanna ad una multa di 400 euro
per il reato di molestie. Nella sentenza resa dalla prima
sezione penale della Corte (n.30306/2009) si i Giudici del
Palazzaccio ricostruiscono la vicenda e rilevano che la donna
non si era accontentata delle solite (e forse oramai scontate)
telefonate mute.
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20/07/2009
Ex nega al marito il figlio per le vacanze? E’ reato La Sesta Sezione Penale della Corte di
Cassazione (Sent. n. 27995/2009) ha stabilito che commette reato il
genitore che nega al marito di portare con sé il figlio durante il
periodo di vacanza stabilito dal giudice. Gli Ermellini hanno infatti
evidenziato che “l’elusione dell’esecuzione del provvedimento
giurisdizionale adottato in sede di separazione dei coniugi si realizza
anche attraverso la mancata ottemperanza al provvedimento medesimo.
‘Eludere’, infatti, significa frustrare, rendere vane le legittime
pretese altrui e ciò anche attraverso una mera omissione, che, nella
specie, è consistita nel rifiuto della (…) alla quale era affidato il
banbino, di far si che lo stesso trascorresse col padre il periodo di
vacanza prestabilito.
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17/07/2009
No al "mantenimento fai da te". La paghetta non sostituisce
assegno Un padre non può sottrarsi all'obbligo del mantenimento nei confronti
dei figli dimostrando di aver corrisposto loro la paghetta settimanale e
provveduto direttamente ad altre spese regalando beni voluttuari e
motorini. Queste elargizioni infatti, spiega la Cassazione, non
sostituiscono in alcun modo l'obbligo del mantenimento. I giudici del
Palazzaccio sono stati categorici, questo modo di manifestare interesse
per i figli non basta a salvarsi da una condanna penale per il reato di
omissione dei mezzi di sussistenza se non si versa regolarmente
l'assegno. L'avvertimento arriva dalla Sesta sezione penale della Corte
che, con sentenza 29459/2009, ha confermato la condanna a tre mesi di
reclusione e 300 euro di multa resa nei confronti di un padre separato
che di sua iniziativa aveva "sostituito il mantenimento" con la paghetta
settimanale e con il pagamento diretto di altre spese per l'acquisto di
un motorino e di altri beni voluttuari.
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16/07/2009
Va multata
amante che rivela le corna alla rivale con gli sms L'Amante che invia sms alla rivale tradita per farle sapere del
tradimento rischia una multa per il reato di molestie. Secondo la
Cassazione infatti chi riceve messaggi del genere viene leso nella sua
dignità e a nulla rileva il fatto che il tradimento fosse noto. Piazza
Cavour ha così respinto il ricorso di una donna calabrese che i giudici
di merito avevano condannato a 300 euro di multa per il fatto di aver
rilevato le corna alla moglie del suo amante inviandole 5 SMS. Nel
ricostruire la vicenda, la Corte (sentenza 28852/2009 della prima
sezione penale) evidenzia che l'imputata aveva inviato messaggi che
facevano riferimento alla relazione sentimentale clandestina riportando
anche ''asserite espressioni dell'uomo in termini sprezzanti nei
confronti della compagna''.
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14/07/2009
Coniuge non confessa propensione all’infedeltà?Il matrimonio può essere dichiarato nullo La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione
(Sent. n. 14906/2009) ha stabilito che ha diritto a ottenere
l’annullamento del matrimonio il coniuge che non era a conoscenza della
riserva mentale dell’altro a restargli fedele tutta la vita. Gli
Ermellini hanno infatti precisato che “secondo la consolidata
giurisprudenza di questa Corte la delibazione della sentenza
ecclesiastica dichiarativa della nullità del matrimonio concordatario
per esclusione da parte di uno soltanto dei coniugi di uno dei ‘bona
matrimonii’ (che nella specie è l’esclusione dell’obbligo di fedeltà)
può trovare ostacolo nell’ordine pubblico nel caso in cui detta
esclusione sia rimasta, inespressa, nelle sfera psichica del suo autore,
senza manifestarsi (né comunque essere conosciuta o conoscibile)
all’altro coniuge, alla stregua dell’inderogabile principio della tutela
della buona fede e dell’affidamento incolpevole.
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02/07/2009
Marito presenta
conti e dichiarazione fiscale? La ex non può chiedere indagini sui redditi
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 14081/2009)
ha stabilito che le indagini della Guardia di Finanza non possono essere
ordinate dal Giudice, su richiesta della moglie, se il marito ha
presentato in giudizio la documentazione fiscale e le movimentazioni dei
conti bancari. Piu' precisamente la Corte ha evidenziato che "anche in
materia di separazione dei coniugi deve ritenersi applicabile in via
analogica la norma dell’art. 5, comma 9, della legge n. 898 del 1970,
come modificato dall'art. 10 della legge n. 74 del 1987, il quale
prevede, in tema di riconoscimento e quantificazione dell'assegno
divorzile, che ‘in caso di contestazioni il tribunale dispone indagini
sui redditi e patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita,
valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria' (…).
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28/06/2009
Moglie
maltrattata tace davanti ai giudici? E' falsa testimonianza
Le è costata una condanna a 1 anno e 4 mesi di
reclusione la sua decisione di rimanere in silenzio davanti ai giudici e
di non dire nulla delle botte e dei maltrattamenti subiti dal marito. Ha
deciso di tacere per paura di possibili ritorsioni ma è stata condannata
per falsa testimonianza. Una condanna che anche la Corte di Cassazione
ha confermato. Per quanto possa apparire paradossale la condanna è stata
inflitta a una 34enne che, chiamata a testimoniare davanti al Tribunale
in un procedimento a carico del proprio marito imputato per
maltrattamenti in danno della moglie, "negava falsamente di essere stata
maltrattata durante gli anni della convivenza coniugale e di essere
stata percossa".
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News
del mese di giugno |
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25/06/2009 Vuole troppo
sesso dalla moglie, è violenza
Sentenza 26345/2009. Commette violenza sessuale e maltrattamenti il
marito che, con comportamenti dispotici e minacciosi, costringe la
moglie "a subire plurimi rapporti sessuali" anche quando la donna non ne
ha assolutamente desiderio.
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22/06/2009 Uomo promette
matrimonio per ottenere soldi? E' truffa
La Seconda Sezione Penale della Corte di
Cassazione (Sent. n. 23857/2009) ha stabilito che commette reato di
truffa chi inizia una relazione sentimentale promettendo il matrimonio e
ciò al solo fine di ottenere somme di denaro necessarie per la futura
casa coniugale e destinandole invece a necessità personali. Con questa
decisione, gli Ermellini hanno confermato la Sentenza di condanna per
truffa di un uomo che con artifici e raggiri “consistiti nel manifestare
a […] la falsa intenzione di iniziare una relazione sentimentale a scopo
di matrimonio con la stessa e di avere necessità di denari per preparare
la futura casa coniugale e per sostenere le sue spese personali”,
procurava per sé un ingiusto profitto con pari danno per la donna, parte
offesa.
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13/06/2009
Anche fare
sesso è un diritto. Se compromesso va risarcito il danno Anche la perdita o la riduzione della sessualità vanno risarcite come
danno biologico. Lo ha stabilito la corte di Cassazione affermando che fare sesso costituisce un
"modus vivendi essenziale per l'espressione
dello sviluppo della persona" e quindi un diritto. Quando un simile
danno deriva da violenza oppure da fatto colposo come nel caso di
responsabilità professionale medica va riconosciuto il diritto al
risarcimento. La Corte con sentenza 13547/2009 ha ha accolto il ricorso
di una donna che, per fatto attribuibile a colpa medica, aveva subito un
intervento di isterectomia che aveva compromesso, tra l'altro, la sua
vita sessuale.
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06/06/2009
Soldi prestati tra
marito e moglie? Non sono restituibili
Un
prestito tra marito e moglie non si restituisce! O per lo meno non
si può ottenere giudizialmente la restituzione. Parola di
Cassazione. La Corte ha infatti bocciato il ricorso di una donna
separata che aveva chiesto la restituzione di un prestito di 19mila
euro fatto al suo ex consorte per pagare
un mutuo "aperto nel corso del matrimonio per lavori alla casa
coniugale e per il ripianamento dei debiti dell'impresa del marito".
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News del mese di maggio
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30/05/2009
Moglie infedele? Se
marito ha tollerato il tradimento poi la deve mantenere
La moglie è infedele? Se vi dovete separare è
meglio che lo facciate subito perchè se tollerate a lungo l'infedeltà,
in una futura separazione dovrete continuare a mantenere la vostra ex
consorte. Anche se lei si è rifatta una vita con un uomo ricco e
facoltoso. Parola di Cassazione. La Corte, infatti, analizzando la
vicenda di una coppia in cui lui aveva tollerato una relazione
extraconiugale della moglie durata ben 12 anni, ha stabilito che il
marito dovra' continuare a mantenerla con un assegno di 1.300 euro al
mese. Poco importa che lei per i 12 anni precedenti la loro separazione
avesse avuto un amante.
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21/05/2009
Troppi soldi ai
figli per mantenimento? Non è diseducativo
Troppi soldi non hanno effetto diseducativo sui figli. Per questo se i
genitori sono benestanti possono accontentare la prole su tutto
accordandogli un cospicuo mantenimento. Parola di Cassazione. Secondo
Piazza Cavour (sentenza 11538/2009) l'art. 147 del ''obbliga i genitori
a far fronte ad una molteplicita' di esigenze, non riconducibili al solo
obbligo alimentare, ma estese all'aspetto abitativo, culturale,
scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all'assistenza morale e
materiale'', in una parola: ''alla opportuna predisposizione, fin quando
l'eta' dei figli lo richieda, di una stabile organizzazione domestica,
idonea a rispondere a tutte le necessita' di cura e di educazione''.
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13/05/2009
Non esiste un
"diritto a non nascere se non sano"
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto
di nascita esiste sempre, anche per chi non è sano. Il principio e'
stato affermato dalla terza Sezione civile (sentenza 10741/2009) che
nella parte motiva chiarisce come "la mancanza di consenso informato",
tale da porre la madre nelle condizioni di poter scegliere per
l'interruzione volontaria della gravidanza, "non puo' dar luogo a
risarcimento anche nei confronti del nascituro poi nato con
malformazioni, oltre che nei confronti della gestante madre". La Corte
ricorda che nel nostro ordinamento non e' contemplato "un diritto a non
nascere se non sano", e quindi il "concepito, poi nato, non potra'
avvalersi del risarcimento del danno perche' la madre non e' stata
posta nella condizione di praticare l'aborto".
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14/05/2009
Moglie
percepisce assegno invalidità? Non esclude il mantenimento
La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione
(Sent. n. 10221/2009) ha stabilito che la ex moglie che percepisce
l’assegno di invalidità non perde il diritto al mantenimento. Nel caso
di specie, secondo gli Ermellini, la Corte di secondo grado, che ha
negato il diritto all’assegno a una ex moglie e ciò solo per il fatto di
non aver ritenuto peggiorate le sue condizioni di salute “si ferma solo
a rapportare i redditi attuali delle parti, e nessuna indagine svolge
sul tenore di vita goduto dalla coppia nel corso del matrimonio e della
convivenza e su quello che la donna da sola potrà tenere, con la sua
infermità, dopo il divorzio, così non giustificando la negazione
dell’assegno”.
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08/05/2009
Ex marito entra
nella casa assegnata alla moglie? Deve risarcire il danno moglie
percepisce assegno invalidità? Non esclude il mantenimento
L'ex marito che fa ingresso nella ex casa
coniugale commette reato e deve risarcire il danno. Parola di
Cassazione. Se infatti la casa è stata assegnata alla moglie, un
ingresso non autorizzato integra la fattispecie del reato di invasione
di edificio e questo, secondo la Corte (Sentenza 19116/2009) da anche
diritto alla moglie ad ottenere il risarcimento. Nessuna tolleranza
inoltre neppure se lui e' comproprietario dell'appartamento.
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20/04/2009
Lascia il marito senza
preavviso?
Deve risarcire il danno
Attenzione a piantare in asso il coniuge senza preavviso. C'è modo e modo infatti di scaricare un partner ed oggi si
rischia di dover anche pagare i danni dell'abbandono. Parola di
Cassazione. La Corte ha infatti ha riconosciuto legittima la condanna al
risarcimento del danno inflitta ad una donna che aveva mollato
improvvisamente il marito. La donna, si legge nella sentenza della Sesta sezione penale
della Corte (n.14981/2009), aveva preso carta e penna e aveva scritto al
marito che partiva con la figlia e un amico per una breve vacanza.
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Notizie del mese di
aprile |
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09/04/2009
La coppia scoppia?
Ai
suoceri non si restituiscono i soldi dati per la
casa
(Adnkronos) - ROMA I soldi che i suoceri danno ai figli sposati non
possono essere restituiti nel caso in cui la coppia scoppi. Parola di
Cassazione che ha respinto il ricorso di Mario e Regina C. che
chiedevano all'ex marito della figlia Walter S. la restituzione dei 9
mila euro da loro anticipati per l'acquisto della casa coniugale mutuata
per una somma complessiva di 27 mila euro. Secondo la Suprema Corte, che
ha bocciato il ricorso degli ex suoceri di Walter, la somma da loro
versata per l'acquisto della casa va inquadrata “in un contesto di
solidarietà famigliare che si presume gratuito”, considerato anche il
fatto che “è costume diffuso, nell'attuale società, che i genitori
aiutino anche finanziariamente i figli al momento del loro matrimonio”.
Di diverso avviso era stato il Tribunale di Milano che nel 2002 aveva
condannato il giovane a restituire agli ex suoceri circa 7 mila euro.
Verdetto ribaltato dalla Corte d'Appello di Milano nel marzo del 2004.
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