Perché scegliere la separazione consensuale e il divorzio congiunto?


 la separazione consensuale, così come il divorzio congiunto, è la via più rapida e meno onerosa per risolvere il proprio rapporto matrimoniale.

La durata della procedura
per la separazione consensuale è di circa quattro mesi, mentre la separazione giudiziale richiede mediamente oltre tre anni (fonte ISTAT). Questo ultimo dato è riferito al tempo necessario per la pronuncia della sentenza di primo grado, che poi può essere appellata e a sua volta la sentenza d'appello è ricorribile in cassazione: in questi casi i tempi per una separazione giudiziale possono raggiungere anche dieci anni. Anche per il divorzio congiunto la durata media dei procedimenti è notevolmente inferiore rispetto a quelli contenziosi.
 

La parcella dell'avvocato
Quanto al costo, la parcella media di un avvocato per la separazione o il divorzio giudiziali, trattandosi di giudizi contenziosi ordinari che necessitano di molto impegno e di uno studio approfondito della controversia, è notevolmente superiore a quella per una separazione consensuale o per un divorzio congiunto. Inoltre, in caso di appello e ricorso in cassazione i costi possono anche quadruplicare.

Dati ISTAT
Ulteriore motivo che depone a favore della scelta consensuale si ricava dagli esiti della procedura contenziosa: i dati Istat (relativi al 2005) ci rivelano che su 82.291 separazioni  e 47.036 divorzi , la tipologia di procedimento più comunemente scelta dai coniugi è quella consensuale: nel 2005 si sono chiuse consensualmente l’85,5% delle separazioni e il 77,6% dei divorzi. Prendendo in considerazione le sole separazioni giudiziali, circa l’82% di esse è concesso per intollerabilità della convivenza, il 14,6% con addebito al marito e il 3,5% con addebito alla moglie.

Tabella ISTAT 2005

Tabella ISTAT 2008